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Sicurezza sul lavoro

Lavoro nero e irregolarità nei cantieri e nelle attività commerciali della provincia di Padova

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro denunciano 14 persone e sospendono 10 attività durante controlli su ristoranti, officine, e negozi

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Controlli intensificati nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Padova hanno portato alla denuncia di 14 persone e alla sospensione di 10 attività in tutta la provincia. L’operazione, condotta in collaborazione con le Stazioni Carabinieri territorialmente competenti, ha interessato comuni come Padova, Este, Saonara, Massanzago, Terrassa Padovana, Albignasego, Due Carrare, Loreggia, Campo San Martino e Arquà Petrarca, coinvolgendo settori diversi tra ristorazione, edilizia, commercio, servizi e artigianato.

Le verifiche hanno evidenziato gravi carenze nella prevenzione dei rischi e irregolarità nella gestione del personale. Tra le violazioni più frequenti figurano l’omessa redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), la mancanza di formazione dei lavoratori, l’assenza di sorveglianza sanitaria, l’impiego di manodopera non regolare e l’utilizzo di minori non assumibili.

Tra i casi più rilevanti, tre attività a Este, Due Carrare e Padova sono state sospese per l’assenza del DVR, la mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e la formazione inadeguata del personale. In un locale di Padova due lavoratori su otto erano impiegati in nero, mentre un’officina meccanica dell’Alta Padovana aveva assunto un minore irregolarmente. Anche un autolavaggio nel capoluogo è stato fermato per un lavoratore non regolare su quattro.

Altri provvedimenti hanno riguardato una rivendita di generi di monopolio a Saonara, una ricevitoria a Loreggia, un panificio ad Albignasego e un’attività per la realizzazione di coperture nella zona termale, tutte sospese per carenze nella sicurezza e nella documentazione.

L’operazione ha comportato ammende per complessivi 207.560 euro e sanzioni amministrative per 35.980 euro, di cui 23.500 euro relative alle sospensioni. I Carabinieri hanno sottolineato come l’attività del NIL sia finalizzata a tutelare la legalità, la dignità dei lavoratori e la sicurezza nei luoghi professionali.

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