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Cronaca
04.01.2026 - 13:31
Foto d'archivio
Due ordini di carcerazione, due storie di violenza domestica, un unico epilogo dietro le sbarre della casa di reclusione di Santa Maria Maggiore a Venezia. Dalla nuova escalation scoppiata a Stra negli ultimi giorni del 2025 alla lunga scia di episodi maturati a Ferrara per oltre otto anni, i carabinieri hanno chiuso il cerchio su due vicende che confermano un fenomeno purtroppo noto agli operatori: dopo le festività, le denunce aumentano e con esse la possibilità di interrompere le violenze.
I FATTI PRINCIPALI
- Due ordini di carcerazione eseguiti il primo giorno dell’anno nel Veneziano.
- Destinatari: un 33enne (di origine straniera, formalmente senza fissa dimora) e un 50enne di Cavarzere.
- Reati contestati: maltrattamenti in famiglia; per il 50enne anche lesioni aggravate.
- Luoghi: Stra (episodi 2021-2022, nuova lite a fine 2025), Ferrara (episodi 2014-2022), Cavarzere, Camponogara, Venezia.
- Interventi: carabinieri di Camponogara per il caso di Stra; entrambi tradotti alla casa di reclusione di Santa Maria Maggiore di Venezia.
- Pene da scontare: 2 anni e 3 mesi (33enne); 3 anni e 8 mesi (50enne).
Rintracciato dai carabinieri di Camponogara dopo l’ennesima lite scoppiata negli ultimi giorni del 2025, il 33enne – riconosciuto colpevole di maltrattamenti in famiglia commessi a Stra tra il 2021 e il 2022 – era gravato da un ordine di carcerazione. A dare l’allarme, poco prima del 1° gennaio 2026, sono stati i genitori, che hanno segnalato la ripresa dei comportamenti violenti. Identificato, l’uomo è stato arrestato e trasferito alla casa di reclusione di Santa Maria Maggiore di Venezia: dovrà scontare due anni e tre mesi per le violenze pregresse, emerse la prima volta nel 2021 e proseguite per circa un anno, in un contesto già segnato da recidiva.
Nello stesso istituto penitenziario è finito anche un 50enne residente a Cavarzere, con alle spalle una lunga serie di condotte vessatorie e lesioni aggravate consumate tra il 2014 e il 2022 a Ferrara, dove verosimilmente aveva vissuto in passato pur rimanendo formalmente residente nel Veneziano. Secondo gli accertamenti, si tratta di episodi reiterati nel tempo, che hanno portato all’ordine di carcerazione e a una pena definitiva di tre anni e otto mesi.
Gli operatori dei centri antiviolenza registrano un picco di segnalazioni subito dopo i periodi di vacanza. Durante le festività, molte vittime restano confinate in casa con gli aggressori e rimandano la richiesta di aiuto; con la ripresa delle attività, emergono denunce e testimonianze che consentono di attivare la macchina della protezione e della giustizia. Il doppio arresto di Capodanno nel Veneziano si inserisce in questa dinamica: quando la finestra di segnalazione si apre, l’azione delle forze dell’ordine accelera.
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