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Lavoro e sicurezza

Primo morto sul lavoro del 2026, l’allarme dei sindacati in Veneto

A pochi giorni dall’inizio dell’anno arriva già una vittima sul posto di lavoro: la Uil Veneto chiede che la tutela dei lavoratori diventi una priorità condivisa da istituzioni, imprese e controllori

Lavoro e sicurezza in Veneto: l’allarme di Toigo sulla piaga delle morti bianche

Toigo

Il 2026 si apre con una notizia drammatica per il Veneto: a meno di una settimana dall’inizio del nuovo anno si registra già il primo morto sul lavoro. Un episodio che riporta subito al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, una questione che nella regione continua a presentare un conto pesante.

A intervenire è il segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toigo, che esprime cordoglio e preoccupazione. «Il Veneto piange già la prima vittima del 2026 – afferma –. Anche se non conosciamo ancora nel dettaglio cosa sia successo, colpisce il fatto che si trattasse di una persona di 65 anni, quindi con una lunga esperienza alle spalle».

Il sindacato si stringe ai familiari e ai colleghi del lavoratore scomparso e lancia un appello chiaro a tutti i soggetti coinvolti. Secondo Toigo, la sicurezza non può essere considerata un aspetto secondario, ma deve diventare il tema centrale dell’anno appena iniziato. «Chiediamo che la tutela della salute sui luoghi di lavoro sia la priorità del 2026 per tutti: istituzioni, aziende, chi si occupa dei controlli, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali».

L’obiettivo, sottolinea la Uil Veneto, è evitare che anche quest’anno venga segnato da una lunga scia di incidenti mortali. «Ognuno faccia la propria parte – conclude Toigo – per impedire che il nuovo anno sia funestato da una sequenza drammatica di morti sul lavoro», un monito che riguarda da vicino tutto il territorio veneto.

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