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Capotreno lasciato solo dalla Regione Veneto: Montanariello (Pd) denuncia “ipocrisia e silenzio vergognoso”

Il consigliere regionale critica l’abbandono del lavoratore costretto a sostenere da solo 15 mila euro di spese legali

Capotreno lasciato solo dalla Regione Veneto: Montanariello (Pd) denuncia “ipocrisia e silenzio vergognoso”

Foto di repertorio

"È vergognoso che la Regione Veneto, dopo le dichiarazioni di solidarietà, abbia lasciato completamente solo un lavoratore che ha fatto semplicemente il proprio dovere". Così il consigliere regionale del Partito Democratico, Jonatan Montanariello, commenta la vicenda del capotreno finito a processo e oggi costretto a farsi carico, da solo, di 15 mila euro di spese legali.

Montanariello ricorda come nei giorni dei fatti l’allora presidente della Regione, Luca Zaia, e alcuni assessori avessero espresso parole di sostegno mediatico, ma oggi sia calato un silenzio assordante. "Al netto della vicenda giudiziaria, non è accettabile che chi ha rispettato le regole venga abbandonato e trattato come un delinquente", sottolinea.

Il consigliere Pd denuncia inoltre l’ipocrisia di una destra che sventola la sicurezza solo a parole, evidenziando come la maggioranza regionale abbia bocciato la proposta dei democratici per tutelare i lavoratori del trasporto pubblico: chiedevano che le aziende si costituissero parte civile nei casi di aggressione, rafforzando la protezione dei dipendenti.

"Nelle ultime ore continuano le aggressioni ai lavoratori del trasporto pubblico – prosegue Montanariello –. Lasciare solo questo capotreno, oggi malato, manda un pessimo segnale all’intero settore: significa dire a chi va in servizio ogni giorno che, se qualcosa va storto, dovrà cavarsela da solo".

Il consigliere annuncia che incontrerà il lavoratore in Regione e presenterà un’interrogazione per chiarire perché e su decisione di chi la Regione Veneto si sia allontanata dagli impegni presi. "È una questione di giustizia, rispetto e credibilità delle istituzioni. Sarò al fianco del lavoratore insieme alla FILT CGIL", conclude.

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