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Cronaca
13.01.2026 - 10:00
Foto di repertorio
La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Brescia ha disposto l'amministrazione giudiziaria di tre società con sede nella provincia di Verona, attive nei settori immobiliare e vitivinicolo, riconducibili a un imprenditore legato alla 'ndrangheta. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Brescia, rientra negli sviluppi dell'operazione "Glicine-Acheronte", coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro.
Le tre aziende, che si aggiungono a otto altre già raggiunte dal medesimo provvedimento nell'estate del 2024 tra Brescia e Mantova, hanno un volume d'affari complessivo di circa 2 milioni di euro e un patrimonio immobiliare stimato in 30 milioni. Il pacchetto societario sarebbe interamente riconducibile a un imprenditore veronese, agli arresti domiciliari dal giugno 2023, e la DIA ha accertato che quest'ultimo intratteneva rapporti finanziari stabili con una famiglia di 'ndrangheta, anche con interessi esteri, in particolare nell'area del Lago di Garda, lungo la sponda veronese.
L'amministrazione giudiziaria delle tre società è stata affidata per almeno un anno a un collegio di due amministratori, i quali subentreranno progressivamente nella gestione, al fine di garantire che le attività aziendali siano condotte in conformità con la legge. Questo provvedimento sottolinea l'impegno delle autorità italiane nel contrasto ai legami tra la criminalità organizzata e gli affari legali, un fenomeno che coinvolge sempre più settori strategici dell'economia, dal turismo all'immobiliare.
La vicenda ha sollevato nuove preoccupazioni circa la penetrazione della 'ndrangheta nelle dinamiche economiche del Nord Italia, soprattutto in aree ad alta vocazione turistica e imprenditoriale come il Lago di Garda.
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