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Cronaca
15.01.2026 - 16:38
Foto di repertorio
Una donna si sarebbe accanita sul coniuge, un 69enne di Treviso, fino all'autunno del 2024, quando è scattata la misura cautelare del divieto di avvicinamento. Dietro alla storia ci sarebbero profonde e insanabili incomprensioni legate alla scomparsa del loro bambino di 11 anni e all'abuso di alcolici da parte dell'anziana
Una vicenda che ribalta gli stereotipi sulla violenza domestica: al centro del processo al Tribunale di Treviso c'è un uomo di 69 anni, bersaglio per anni delle ire della moglie, una donna di 67 anni piegata dal lutto per la perdita del figlio undicenne. Travolto da un camion anni fa, il bambino ha lasciato un vuoto che, secondo l'accusa, ha alimentato depressione, alcolismo e aggressioni sistematiche contro il coniuge.
Il matrimonio, un tempo sereno, si è trasformato in un inferno di liti furibonde: grida assordanti, suppellettili scagliate, percosse con pugni, morsi e persino un attizzatoio. L'uomo, esasperato, ha sporto querela nell'autunno 2024, portando alla luce abusi protrattisi nel cuore della città veneta. Per proteggerlo, le autorità hanno disposto il divieto di avvicinamento e un braccialetto elettronico alla donna, difesa dall'avvocata Antonella Picco.
Nell'udienza del 14 gennaio, il 69enne – parte civile con il suo legale – ha descritto una routine di terrore. Non solo insulti e arredi sfasciati, ma aggressioni fisiche reiterate: un pugno in testa, morsi su mano e avambraccio, un colpo allo zigomo che ha comportato una settimana di cure al Ca' Foncello.
L'episodio culminante è datato novembre 2024. Ubriaca e fuori controllo, la 67enne avrebbe vibrato un attizzatoio metallico alla testa del marito, poi l'avrebbe rincorso per l'abitazione colpendolo in viso con un bicchiere, causandogli la frattura delle ossa nasali e un ricovero urgente. Il giudice ha minacciato persino un divieto di dimora in Veneto, ma le violazioni non sono mancate: l'uomo l'ha incrociata al cimitero, sulla tomba del figlio, dove lei ha rinnovato la sua aggressività.
Imputata per maltrattamenti familiari e lesioni gravi, la donna attribuisce il suo crollo al dolore irrisolto e ai problemi con l'alcol.
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