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Cronaca
16.01.2026 - 10:20
Antonio Menegon
È ormai da due settimane che non si hanno più notizie di Antonio Menegon, l’ingegnere 78enne residente a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza, scomparso lo scorso 2 gennaio 2026. La sua figura è divenuta conosciuta a livello nazionale per il suo ruolo di consulente tecnico nella lotta contro l'irregolarità dei dispositivi autovelox. Proprio grazie alle sue perizie, nel corso degli ultimi mesi sono stati sequestrati numerosi autovelox in tutta Italia, ritenuti non conformi agli standard previsti.
Menegon avrebbe dovuto essere chiamato a testimoniare il 9 gennaio in un processo avviato dalla Procura di Cosenza, che vede come imputati i responsabili di frode nelle forniture pubbliche e truffa in relazione ai dispositivi “T-exspeed v 2.0”. La sua testimonianza era considerata cruciale, poiché le sue analisi avevano messo in luce gravi irregolarità nella omologazione e nell’utilizzo degli autovelox.
Le forze dell'ordine, coordinate dalla Procura di Vicenza, hanno aperto un fascicolo sulla sua scomparsa, ma al momento non ci sono ipotesi di reato. Le indagini sono ancora in corso e non si esclude alcuna pista, compresa quella che collega la scomparsa all'attività professionale dell'ingegnere, che ha avuto un forte impatto giudiziario e amministrativo in tutta Italia. Non viene nemmeno esclusa la possibilità che qualcuno possa essere coinvolto nella sua sparizione.
Diversi episodi preoccupanti hanno segnato la vita di Menegon negli ultimi mesi. A febbraio 2025, la sua auto era stata incendiata a Rosà, con gli inquirenti che avevano accertato la natura dolosa del rogo, alimentando i sospetti su un possibile atto intimidatorio. Inoltre, nell'autunno del 2024, qualcuno si era introdotto nel suo ufficio e aveva avuto accesso ai suoi file, senza però sottrarre nulla. Questo episodio aveva sollevato ulteriori preoccupazioni riguardo alla sensibilità delle informazioni trattate dall'ingegnere, legate alle sue perizie sugli autovelox.
L'associazione Altevolx, con cui Menegon collaborava, ha lanciato numerosi appelli pubblici per ritrovare l'ingegnere, diffondendo anche parti delle sue perizie tecniche. In uno dei documenti, Menegon denunciava l’uso scorretto e distorto di apparecchiature autovelox, accusando una violazione dei diritti costituzionali dei cittadini e parlando di "attività criminale di carattere associativo". In un altro scritto, intitolato “Potere deviato dello Stato”, l'ingegnere sottolineava come i Comuni utilizzassero le multe stradali come una forma di finanziamento, realizzando un obiettivo che definiva “apprezzabile”, ma pur sempre “violando leggi e diritti costituzionali”.
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