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Diritti violati

Tribunale di Verona condanna Riello Transfer per comportamento antisindacale: resta incerto il futuro dello stabilimento

La sentenza riconosce la violazione dei diritti dei lavoratori e conferma le denunce della FIOM, mentre decine di dipendenti si rivolgono al tribunale per ottenere gli stipendi arretrati

La sede Riello di Legnago

La sede Riello di Legnago

Una vittoria legale significativa per i dipendenti della Riello Transfer di Minerbe, che però non dissolve le ombre sul futuro di uno dei poli industriali storici del veronese. Il Tribunale di Verona ha riconosciuto la condotta antisindacale dell’azienda, accogliendo il ricorso presentato dalla FIOM-CGIL ai sensi dello Statuto dei Lavoratori.

Secondo la sentenza, l’azienda ha violato i diritti di informazione e consultazione dei lavoratori, operando in modo poco trasparente e ostacolando le normali relazioni sindacali. Per la FIOM si tratta di un riconoscimento della correttezza della linea sindacale, frutto di una lunga battaglia per la trasparenza in un contesto aziendale sempre più complesso.

Sul fronte operativo, però, la situazione rimane critica. Negli ultimi mesi lo stabilimento di Minerbe ha registrato un progressivo calo di personale: tecnici specializzati e operai hanno lasciato l’azienda, spesso a causa del mancato pagamento regolare dei salari. Ritardi nelle buste paga, denunciano i sindacati, hanno messo a rischio la stabilità economica delle famiglie e la dignità del lavoro.

A conferma della gravità della situazione, decine di lavoratori hanno già avviato cause individuali attraverso l’Ufficio Vertenze della FIOM-CGIL di Verona per ottenere le spettanze arretrate. Un segnale che la pazienza dei dipendenti si è esaurita e che il sindacato non intende fermarsi nel tutelare i redditi delle famiglie.

«Il riconoscimento della condotta antisindacale è un segnale importante – commenta la Segreteria FIOM di Verona – ma la nostra preoccupazione principale resta la tenuta dell’azienda. La Riello Transfer sembra lasciarsi morire d’inerzia: le dimissioni per giusta causa aumentano e il patrimonio di competenze tecnologiche, che ha fatto la storia delle macchine utensili in Veneto, rischia di andare disperso».

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