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Lotta allo spaccio

Perquisizioni e sequestri tra Polesine e Basso Veronese: nei guai un giovane per spaccio

L'arresto di un giovane spacciatore porta a una serie di controlli in tredici case tra Bergantino e i comuni limitrofi

La stazione dei Carabinieri di Castelmassa

La stazione dei Carabinieri di Castelmassa

Un’ampia operazione dei Carabinieri ha interessato nei giorni scorsi il Polesine e alcune aree limitrofe del Veneto, con particolare attenzione al territorio di Bergantino. I militari della Compagnia di Castelmassa, affiancati dai colleghi di Rovigo, Adria e Legnago, oltre all’unità cinofila di Torreglia e al supporto aereo proveniente da Belluno, hanno eseguito tredici perquisizioni domiciliari disposte dalla Procura di Rovigo.

L’attività rientra in un’indagine avviata nel corso del 2024 e rafforzata da un intervento chiave avvenuto lo scorso gennaio. In quell’occasione i Carabinieri avevano arrestato un ventenne residente a Bergantino, trovato con circa mezzo chilo di hashish e oltre quattromila euro in contanti, ritenuti frutto dello spaccio.

Da quel primo riscontro sono partiti ulteriori accertamenti che hanno fatto emergere un giro di vendita illegale di droga radicato nel Polesine e nelle zone vicine. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’attività coinvolgeva più persone, di età e provenienza sociale diverse, tutte attive sul territorio.

Le perquisizioni, che hanno visto impegnati più di sessanta Carabinieri, hanno riguardato soprattutto Bergantino, ma anche Castelmassa, Castelnovo Bariano, Melara e Bonavigo, in provincia di Verona. Durante i controlli sono stati trovati e sequestrati altri quantitativi di droga già suddivisi in dosi, strumenti per la pesatura e materiali usati per il confezionamento, elementi che confermerebbero un’attività ancora in corso e ben organizzata.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati anche i telefoni cellulari delle persone coinvolte. Gli inquirenti non escludono che dall’analisi dei dispositivi possano emergere nuovi dettagli utili a chiarire i contorni della rete di spaccio attiva tra il Polesine e le aree venete confinanti.

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