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Cronaca
21.01.2026 - 10:23
Foto di repertorio
Le continue persecuzioni ai danni di un ragazzo di 17 anni a Treviso, etichettato dai suoi coetanei come “diverso” e deriso per il suo aspetto e atteggiamenti, hanno portato a un profondo disagio psicologico e fisico. Le violenze si sono consumate sia a bordo del bus che sul social network, attraverso un gruppo WhatsApp, con un crescendo di minacce e insulti che hanno coinvolto un gruppo di cinque ragazzi trevigiani, tra i 16 e i 17 anni, tutti indagati per stalking, minacce, percosse, violenza privata, rapina e lesioni.
La vicenda è emersa grazie alla denuncia dei genitori della vittima, che, preoccupati per il figlio, hanno raccontato le umiliazioni subite tra maggio e giugno del 2024. Offese, minacce (alcune anche con un coltello) e attacchi verbali quotidiani, culminati in richieste di denaro, sono diventati un incubo per il giovane. I bulli, suoi compagni di scuola, non hanno risparmiato nessuna occasione per prenderlo di mira, con frequenti episodi di violenza anche psicologica.
L'adolescente, già etichettato come "Emo", è stato vittima di umiliazioni ripetute che lo hanno portato a un grave calo di rendimento scolastico e di salute, con evidenti segni di stress. La sua condizione ha allarmato i genitori, che inizialmente hanno tentato di risolvere la questione a livello familiare, ma di fronte all’aggravarsi della situazione hanno deciso di sporgere denuncia. Dopo il coinvolgimento delle forze dell'ordine, sono state avviate le indagini che, nelle scorse settimane, hanno portato alla conclusione del fascicolo da parte della Procura dei Minori di Venezia.
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