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Codice Rosso
01.02.2026 - 10:25
Foto di repertorio
La fine della relazione, avvenuta nel marzo dello scorso anno, non è mai stata accettata dall’uomo che, da quel momento, ha iniziato a perseguitare l’ex compagna con comportamenti sempre più violenti e ossessivi. Una spirale culminata, negli ultimi giorni di gennaio, con l’arresto e la traduzione in carcere dell’ex convivente, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Padova su richiesta della Procura della Repubblica. L’uomo deve rispondere dell’accusa di maltrattamenti in famiglia. Il provvedimento restrittivo è arrivato al termine di una lunga sequenza di episodi che hanno concretamente messo in pericolo la vita della donna, rendendo necessario un inasprimento delle misure cautelari.
Il primo grave intervento risale proprio a marzo dello scorso anno, quando una violenta lite scoppiata nell’abitazione della donna aveva allarmato alcuni residenti, che avevano udito le urla provenire dall’interno. I carabinieri della stazione di Trebaseleghe erano intervenuti tempestivamente, trovando la vittima aggredita dall’uomo, accecato dalla gelosia. A seguito dell’accaduto, l’ex compagno era stato denunciato per maltrattamenti in famiglia.
Nei mesi successivi la situazione non era migliorata. Ad agosto, la Procura aveva disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati, oltre al divieto di dimora nel comune di residenza della donna.
Misure che, tuttavia, non sono bastate a fermarlo. All’inizio di gennaio, nella zona della Stanga a Padova, l’uomo si era appostato nei pressi del luogo di lavoro dell’ex compagna e, una volta individuata, l’aveva aggressita strattonandola e tirandole i capelli. Solo il passaggio casuale di una pattuglia dei carabinieri della stazione di Padova Principale ha evitato conseguenze peggiori: i militari sono intervenuti immediatamente, mettendo in sicurezza la donna. L’aggressore ha tentato una breve fuga a piedi, ma è stato rapidamente raggiunto e arrestato.
A suo carico è stata contestata anche la violazione del divieto di avvicinamento, aggravando ulteriormente la posizione giudiziaria. In un primo momento, dopo la convalida dell’arresto, il giudice aveva disposto la misura degli arresti domiciliari a Campodarsego. Tuttavia, alla luce della reiterazione delle condotte violente e dell’inefficacia delle misure precedenti, la Procura di Padova ha chiesto e ottenuto un regime cautelare più severo.
È spettato ai carabinieri della stazione di Campodarsego rintracciare l’uomo e notificargli la nuova ordinanza. Al termine delle formalità, l’ex convivente è stato trasferito nel carcere “Due Palazzi” di Padova.
Dal comando provinciale dei carabinieri arriva un richiamo forte e chiaro: «Il silenzio rappresenta il principale fattore di isolamento per chi subisce violenza». La denuncia tempestiva, sottolineano, è invece «lo strumento più efficace per interrompere la spirale delle aggressioni». L’Arma rinnova l’invito a tutte le donne che vivono situazioni di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica a non esitare a chiedere aiuto. Le istituzioni sono pronte a intervenire già ai primi segnali di allarme. È possibile contattare il 112 oppure il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, attivo 24 ore su 24.
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