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Bonus facciate nel mirino: maxi sequestro da 1,5 milioni a Vicenza

Crediti d’imposta fittizi, lavori mai eseguiti e fondi finiti anche nel gioco online: la Guardia di Finanza smaschera una frode articolata tra Veneto e Lombardia

Bonus facciate nel mirino: maxi sequestro da 1,5 milioni a Vicenza

Foto di repertorio

Un sistema fraudolento costruito attorno ai “bonus facciate”, alimentato da crediti d’imposta inesistenti e interventi edilizi mai realizzati. È quanto ha portato alla luce la Guardia di Finanza di Vicenza, che ha eseguito un sequestro preventivo per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro tra crediti fiscali, beni e disponibilità finanziarie.

Il provvedimento, disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vicenza, ha colpito due soggetti indagati, a vario titolo, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, truffa semplice e aggravata, nonché autoriciclaggio. Al centro dell’inchiesta un imprenditore vicentino che, tra il 2021 e il 2022, avrebbe sfruttato il meccanismo dello “sconto in fattura” per generare e cedere crediti d’imposta fittizi per oltre 900 mila euro, a danno di 21 committenti del tutto ignari.

Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe dichiarato lavori di recupero e restauro delle facciate mai avviati o solo parzialmente eseguiti su immobili situati nelle province di Vicenza, Mantova e Verona. Nonostante ciò, a partire dal novembre 2021, gli interventi risultavano regolarmente asseverati da un professionista abilitato operante nel Vicentino, anch’egli finito sotto indagine, subito dopo l’entrata in vigore del cosiddetto “Decreto Antifrode”.

L’indagine si inserisce in una più ampia attività di controllo condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Vicenza sull’utilizzo delle agevolazioni previste dal “Decreto Rilancio”, che consente, a fronte di lavori edilizi, di ottenere uno sconto immediato in fattura o un credito d’imposta cedibile fino al 90% – poi ridotto al 60% delle spese sostenute. In questo caso, però, i crediti erano riferiti a opere mai realizzate da un’impresa individuale con sede nel Vicentino.

A rendere la vicenda ancora più grave è il comportamento tenuto nei confronti dei proprietari degli immobili: non solo i lavori promessi non venivano eseguiti, ma l’imprenditore trasferiva autonomamente i crediti d’imposta dal proprio cassetto fiscale, all’insaputa dei committenti, molti dei quali avevano già versato la quota del 10% a loro carico per interventi rimasti sulla carta.

In un ulteriore episodio, l’indagato – in concorso con un terzo soggetto – avrebbe ottenuto indebitamente altri 18 mila euro di crediti d’imposta simulando lavori su un immobile sul quale non vantava alcun diritto e senza il consenso dei legittimi proprietari.

L’analisi dei flussi finanziari ha inoltre permesso di ricostruire la “monetizzazione” di parte dei crediti fittizi: oltre mezzo milione di euro sarebbe stato incassato tramite la cessione a terzi e poi utilizzato per spese estranee all’attività imprenditoriale, in larga parte destinate a ricariche su conti di gioco online.

Non solo frodi fiscali. Le Fiamme Gialle hanno accertato anche gravi irregolarità sul fronte tributario: per le annualità oggetto di indagine, l’imprenditore avrebbe omesso o presentato dichiarazioni infedeli ai fini delle imposte dirette, con ricavi non dichiarati superiori a 1,6 milioni di euro. Per il solo 2021 è scattata anche la denuncia per omessa dichiarazione, avendo superato la soglia penale prevista dalla legge.

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