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SOS morti sul lavoro
04.02.2026 - 17:36
Foto di repertorio
Il Veneto chiude il 2025 con un bilancio tragico sul fronte della sicurezza sul lavoro: 111 morti bianche, 32 in più rispetto all’anno precedente, secondo l’analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre. Un incremento che colloca la regione al secondo posto in Italia per numero assoluto di decessi, dopo la Lombardia, e in terza posizione per morti in occasione di lavoro.
“Numeri che parlano chiaro: è stata una vera e propria strage di lavoratori” – sottolinea Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega. L’aumento più significativo riguarda proprio le morti in occasione di lavoro, cresciute del 40,7%, evidenziando fragilità strutturali nella prevenzione.
Il rischio di infortunio mortale in Veneto si attesta a 34,1 morti per milione di occupati, superiore alla media nazionale (33,3). Tra le province più critiche spicca Rovigo, con 70,2 morti per milione di occupati, seguita da Venezia (43,4) in zona rossa. Vicenza è in arancione (41,0), Verona e Padova in zona gialla (32,2 e 29,2), mentre Belluno (22,3) e Treviso (19,9) si collocano in zona bianca.
Dei 111 decessi registrati, 76 sono avvenuti in occasione di lavoro (+22 rispetto al 2024), mentre 35 in itinere (+10). Verona guida la classifica per numero assoluto di vittime (24), seguita da Venezia (22), Vicenza e Padova (19), Treviso (16), Rovigo (8) e Belluno (3). Per le morti sul lavoro, Venezia e Vicenza sono in testa (16), seguite da Verona (14) e Padova (13).
In aumento anche le denunce di infortunio: 71.867 nel 2025, contro le 70.186 del 2024. Verona è la provincia con più denunce (14.358), seguita da Padova (14.115), Vicenza (13.138), Treviso (13.027), Venezia (12.229), Belluno (2.881) e Rovigo (2.119). Tra le vittime, 45 erano lavoratori stranieri, 30 dei quali deceduti in occasione di lavoro.
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