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Cronaca

Truffano anziana con il finto carabiniere, arrestati due campani a Belluno

Rubati gioielli per 30mila euro, i due truffatori fermati grazie alla prontezza della vittima e dei familiari

E’ boom nel padovano di truffe contro gli anziani. 275 i casi accertati dai carabinieri

Foto di repertorio

Un colpo da 30mila euro è stato messo a segno ai danni di una anziana di Belluno grazie a un raggiro ben orchestrato, ma la prontezza della vittima e dei suoi familiari ha portato all’arresto dei due truffatori. Si tratta di un 33enne e un 43enne, entrambi originari della Campania, accusati di aver messo in scena il classico trucco del "finto carabiniere".

Il raggiro

Tutto ha avuto inizio con una telefonata, durante la quale uno dei due ha fatto credere alla donna di essere un maresciallo dei Carabinieri della stazione di Sedico. Il malvivente ha raccontato alla signora che la sua abitazione sarebbe stata sottoposta a perquisizione, poiché si sospettava che fosse stata utilizzata per nascondere oggetti rubati durante un recente colpo, perpetrato da un bandito che utilizzava un'auto con la targa clonata del marito della vittima.

Convinta dalla storia, la donna ha permesso che il complice si recasse a casa sua per eseguire la fantomatica verifica. Il truffatore ha chiesto e ottenuto i gioielli della signora, assicurandole che sarebbero stati restituiti una volta completati i controlli.

La reazione della famiglia

Nel frattempo, il marito della donna, insieme alla figlia, si è recato alla stazione dei Carabinieri di Sedico per segnalare la situazione. La prontezza del coniuge ha immediatamente allarmato le forze dell'ordine, che hanno avviato le indagini. Grazie a questa segnalazione, l’auto utilizzata dai truffatori è stata rintracciata e bloccata dalla Squadra Mobile della Questura di Belluno, che ha recuperato i gioielli rubati.

L'arresto

Poco dopo, il secondo sospetto è stato individuato e fermato in una struttura ricettiva di Belluno, dove si era rifugiato. I due malviventi sono stati arrestati e posti agli arresti domiciliari. La refurtiva, del valore di circa 30mila euro, è stata restituita alla vittima.

Gli arrestati, entrambi con precedenti penali per reati contro il patrimonio, dovranno ora rispondere di truffa aggravata e furto.

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