La musica che si interrompe di colpo, le luci che si accendono, trecento ragazzi ammassati davanti alle uscite: la notte del Fishmarket, uno dei locali più popolari tra universitari e giovani a Padova, si è chiusa alle 2:40 con un provvedimento di stop per 60 giorni. Un segnale forte, nel pieno di una stagione in cui l’attenzione su norme, capienze e vie di fuga è altissima, complice anche la memoria ancora fresca delle tragedie che hanno segnato la fine dell’anno.
Alle 2:40, nella notte tra venerdì e sabato, polizia di Stato (squadra amministrativa),
Guardia di Finanza – Nucleo Operativo Verifiche Fiscali –,
vigili del fuoco e
polizia locale sono entrati nel circolo di via Sarpi. Davanti, una sala con circa trecento persone che ballavano e un dj in consolle: di fatto, un’attività da discoteca. Gli agenti hanno chiesto ai gestori di abbassare il volume e poi di interrompere la musica; a luci accese è scattata l’evacuazione.
Dal sopralluogo sono emerse criticità definite “particolarmente gravi”:
- sovraffollamento del 50% rispetto alla
capienza massima di 200 persone (180 avventori e 20 lavoratori); - attività di pubblico spettacolo e intrattenimento danzante senza le prescritte autorizzazioni (sanzione da 1.549 euro); - assenza del certificato di agibilità; -
uscite di sicurezza inagibili, ostruite da pesanti tendaggi; su quattro varchi, tre con malfunzionamento del
sistema di apertura antipanico; - mancato rispetto delle prescrizioni del
certificato di prevenzione incendi. Per questi elementi il presidente dell’associazione è stato deferito all’autorità giudiziaria. Al bar interno è stata inoltre accertata la mancata esposizione dell’
autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande (multa da 308 euro).
Non è la prima volta. Nel novembre 2023 il locale era già stato chiuso per 30 giorni per motivi analoghi. Due settimane fa, poi, la sala era stata evacuata dopo che un 22enne aveva spruzzato spray urticante tra la folla, generando panico. Con due provvedimenti di stop in carico, il quadro si fa più pesante: la normativa prevede che il questore segnali il caso al prefetto, Giuseppe Forlenza, aprendo la strada alla possibile revoca della licenza.
La
Guardia di Finanza ha rilevato l’omessa emissione di
scontrini relativi al servizio di guardaroba e alla somministrazione di bevande, avviando una
verifica fiscale sulle società operative nel locale. L’
Ispettorato territoriale del lavoro ha iniziato accertamenti sulla posizione dei dipendenti del bar e del personale addetto alla sicurezza, oltre che sull’assenza del
piano di evacuazione e della
documentazione degli impianti. I controlli si sono protratti fino alle 6 del mattino.
“La sicurezza è una cosa serissima e noi non ci vogliamo tirare indietro; stiamo facendo di tutto per adeguarci a un
sistema di sicurezza adeguato”, spiegano dalla direzione, che sottolinea come “alcuni percorsi siano stati già avviati, ma non ancora conclusi”. Sul sovraffollamento, i responsabili sostengono che nel conteggio sarebbero rientrate anche le persone nel cortile esterno. “In 25 anni non è mai successo nulla: ci stiamo adeguando alle ultime
norme, ma dobbiamo avere il tempo di farlo e nel frattempo lavorare e far lavorare i nostri dipendenti”. I gestori annunciano la richiesta di un incontro con il questore Odorisio “per spiegare” le proprie ragioni.
L’operazione al Fishmarket evidenzia un punto non più eludibile: tra musica e divertimento, il rispetto delle regole non è solo burocrazia, ma la condizione minima per garantire
spazi affollati in sicurezza. In un contesto segnato da episodi recenti che hanno alzato l’asticella dei controlli, i margini di tolleranza si assottigliano. Per i locali significa investimenti, procedure, personale formato; per le autorità,
monitoraggi serrati e
sanzioni proporzionate. Per tutti, la consapevolezza che una porta antipanico che si apre e un’uscita libera possono fare la differenza.