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Cronaca
12.02.2026 - 08:58
Foto di repertorio
Due episodi recenti nel trasporto pubblico locale del Veneto hanno scosso l’opinione pubblica: a Belluno un minore fatto scendere da un pullman e, a Vicenza, un disabile lasciato sotto la pioggia. Per la Filt CGIL di Vicenza e la CGIL territoriale, però, l’indignazione non deve concentrarsi solo sugli autisti, trasformati ingiustamente in capri espiatori.
Secondo il sindacato che rappresenta i lavoratori dei trasporti, le responsabilità principali risiedono nelle carenze strutturali del sistema: personale insufficiente, turni massacranti e livelli di sicurezza inadeguati. Il trasporto pubblico locale, sottolinea la Filt, è finanziato quasi esclusivamente dallo Stato e non dagli enti territoriali, che non garantiscono né risorse né controllo sul funzionamento del servizio.
“Pretendere che ogni criticità venga risolta dal singolo lavoratore è irrealistico e ingiusto” – afferma la segretaria generale Filt CGIL Vicenza, G. Manuzzato – “Gli episodi di Belluno e Vicenza non sono errori individuali, ma segnali di un sistema al collasso”.
Il sindacato chiede interventi immediati: revisione dell’organizzazione del servizio, potenziamento del personale con assunzioni stabili e formazione adeguata, condizioni di lavoro dignitose, protezione contro aggressioni verbali e fisiche agli autisti e un piano strutturale di investimenti per garantire un trasporto pubblico sicuro ed efficiente.
“Serve una riforma seria, volontà politica e rispetto per cittadini e lavoratori” – conclude Manuzzato – “Non è accettabile che gli autisti continuino a essere il parafulmine di un sistema che non funziona”.
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