Il silenzio che circonda la scomparsa del padovano Dario Marini, 39 anni, è variegato e inquietante: l’ultimo riscontro certo lo colloca ad Avio, in provincia di Trento, dove la sua Fiat Cinquecento è stata ritrovata nei pressi del cimitero. Da quel momento, il 39enne originario di Padova sembra svanito nel nulla. La famiglia ha dato l’allarme poche ore dopo il mancato rientro e da allora le ricerche, pur estese e coordinate, non hanno prodotto risultati definitivi.
Secondo le ricostruzioni investigative, nella giornata del 15 febbraio Marini avrebbe compiuto un percorso che toccava più città: prima Bologna, poi il rientro nel Padovano e infine la partenza verso il Trentino. È su questo ultimo tratto che si concentrano ora gli sforzi delle forze dell’ordine per ricostruire le sue ultime mosse e verificare eventuali incontri o soste non ancora documentati.
La Fiat Cinquecento lasciata accanto al cimitero di Avio è stata sottoposta a controlli approfonditi dagli inquirenti. Al momento, gli accertamenti non hanno portato al ritrovamento di oggetti, documenti o indizi utili a spiegare le intenzioni di Marini o a ricostruire dettagliatamente i suoi spostamenti. Questo buco informativo complica notevolmente la ricerca di piste concrete e fa crescere l’ansia della famiglia.
Nei giorni successivi alla denuncia di scomparsa sono arrivate segnalazioni e presunti avvistamenti in diverse aree del Nord-Est: Veneto, Trentino e Friuli. Nessuno di questi riscontri ha però fornito conferme utili agli investigatori. Le testimonianze, a volte contraddittorie o non verificabili, sono state comunque analizzate per provare a individuare itinerari, mezzi di trasporto alternativi o eventuali incontri con persone che possano aver incrociato Marini.
Le ricerche sono coordinate dai carabinieri e dalle autorità locali, che hanno attivato un dispositivo di ricerca sul territorio interessato. Parallelamente si è sviluppata una mobilitazione sui social network: appelli diffusi con la descrizione degli abiti indossati dal 39enne al momento dell’allontanamento e richieste di segnalazioni da parte dei cittadini. La collaborazione tra comunità e forze dell’ordine rimane fondamentale per ampliare il raggio delle verifiche.
Restano molte domande senza risposta: perché la Fiat Cinquecento è stata lasciata proprio nei pressi di un cimitero? Che cosa lo ha portato a spostarsi quel giorno tra Bologna, Padova e Avio? Esistono contatti recenti con amici, colleghi o persone conosciute nelle città toccate dal suo itinerario? Gli investigatori sono chiamati a chiarire non solo il dove, ma il perché di quei movimenti.
Per chiunque avesse notizie o ritenga di aver visto qualcosa di sospetto nella zona di Avio, nel Trentino o nelle aree del Veneto e del Friuli interessate, è importante contattare immediatamente i carabinieri o la stazione locale competente. Anche la segnalazione di dettagli apparentemente marginali — orari, veicoli, volti o dialoghi udibili — può rivelarsi determinante per ricostruire gli ultimi momenti noti.
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