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Cronaca
26.02.2026 - 09:45
Foto di repertorio
Una vasta frode fiscale che avrebbe generato un danno all’erario di oltre 35 milioni di euro è stata scoperta dai finanzieri di Agrigento. L’indagine, coordinata dalla Procura di Sciacca con il supporto dei carabinieri locali, coinvolge 18 persone e 13 società in Sicilia, Lombardia, Veneto, Lazio, Umbria e Puglia.
Secondo gli inquirenti, le aziende coinvolte si sarebbero avvalse di circa 2.000 fatture emesse da sette società “cartiere”, inesistenti e intestate a prestanome. Dietro la frode, secondo l’accusa, vi sarebbe la regia di un cittadino di Agrigento che tratteneva l’Iva delle fatture false e applicava una commissione variabile tra il 5 e il 14% sugli importi indicati nei documenti falsi. L’uomo è stato denunciato anche per autoriciclaggio, in quanto avrebbe reinvestito parte dei profitti illeciti in attività imprenditoriali nel Nord Italia.
Durante le perquisizioni, sono stati sequestrati 305.000 euro in contanti, di cui 225.000 nascosti in mazzette sottovuoto. Sei società sono state sottoposte a verifiche fiscali, mentre le altre sono state segnalate ai reparti competenti per accertamenti ulteriori.
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