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Cavarzere piange Sandro Munari, il “Drago” dei rally

La città natale ricorda il campione che portò il nome del Veneto nel mondo con Lancia Fulvia e Stratos

Sandro Munari

Foto @ANSA

Cavarzere saluta uno dei suoi figli più illustri. È morto, dopo una lunga malattia, Sandro Munari, il “Drago”, leggenda assoluta dei rally mondiali. Nato a Cavarzere nel marzo 1940, in una famiglia di agricoltori, Munari non ha mai dimenticato le sue radici venete. E oggi la sua città lo ricorda con orgoglio e commozione come simbolo di talento, determinazione e passione.

Considerato il più grande pilota rally degli Anni Settanta, Munari iniziò la sua carriera nel 1963 sui kart, per poi passare al ruolo di navigatore al fianco di Arnaldo Cavallari. L’esordio fu subito vincente: primo posto al Rally di San Martino di Castrozza con un’Alfa Romeo Giulia TI Super del Jolly Club. Ma il “Drago” voleva il volante tra le mani. L’ingresso nella Squadra Corse HF segnò l’inizio di una storia leggendaria.

Con la Lancia Fulvia, prima Coupé poi Zagato, ottenne i primi grandi risultati, tra cui la vittoria alla cronoscalata Pontedecimo-Giovi nel 1966. Nel 1969 conquistò il Campionato Italiano Rally e nel 1972 entrò nella storia vincendo il Rally di Monte-Carlo insieme a Mario Mannucci: fu la prima vittoria di un italiano nella gara più celebre del mondo.

Poi arrivò la Lancia Stratos, vettura iconica progettata per dominare i rally. Munari la portò al successo fin dal debutto nel 1973. In carriera conquistò sette vittorie nel Campionato del Mondo Rally e la Coppa FIA Piloti Rally nel 1977.

Non solo rally: brillò anche nelle gare di durata, con il secondo posto di classe alla 12 Ore di Sebring nel 1966 e la vittoria alla Targa Florio nel 1972 su Ferrari 312 PB con Arturo Merzario.

Dopo Lancia corse con la Fiat 131 Abarth, chiudendo la carriera mondiale al Safari Rally. Ma il suo mito resta legato alla Fulvia e alla Stratos, e a quel soprannome, “Drago”, che raccontava il suo stile aggressivo e vincente.

Oggi Cavarzere lo ricorda come un campione che ha portato il nome della città sulle strade del mondo, restando sempre profondamente legato alla sua terra.

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