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Cronaca

Trieste, operazione “Dirty Delivery” della Guardia di Finanza: 120 lavoratori irregolari e frodi fiscali per 5,4 milioni di euro

Smascherato un sistema illecito negli appalti di manodopera

Treviso, sequestrati due laboratori tessili: degrado, irregolarità e imprese insolventi con il fisco

Foto di repertorio

La Guardia di Finanza di Trieste e Portogruaro ha smantellato un complesso sistema fraudolento nel settore della logistica, caratterizzato da frodi fiscali e illecito impiego di manodopera. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trieste, ha portato alla luce un sofisticato meccanismo di “caporalato grigio”, con il coinvolgimento di società fittizie utilizzate come “serbatoi” di forza lavoro.

Secondo le indagini, le società interposte emettevano fatture per operazioni inesistenti, consentendo alle aziende beneficiarie di ottenere indebiti crediti IVA, mentre omettevano di versare l’imposta a debito e i contributi previdenziali. Il danno all’Erario è significativo, con circa 5,4 milioni di euro di fatturazioni fittizie, e il pregiudizio per i lavoratori coinvolti è altrettanto grave, poiché le loro posizioni contributive risultano compromesse.

In totale, sono state individuate 120 posizioni lavorative irregolari e 14 persone risultano indagate, di cui 5 per associazione a delinquere. Il Giudice delle Indagini Preliminari ha disposto arresti domiciliari e in carcere per i due principali responsabili, e un sequestro di beni per un valore superiore a 750.000 euro. Le perquisizioni hanno riguardato 20 sedi aziendali e abitazioni nelle province di Trieste, Venezia, Padova, Modena.

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