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Frode internazionale

La maxi operazione contro la frode Iva nel commercio di auto di lusso colpisce anche il Trentino-Alto Adige

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme alla Procura Europea, ha eseguito perquisizioni a Bolzano e Trento scoprendo un giro di transazioni sospette tra società europee

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Una vasta operazione coordinata dalla Procura Europea (Eppo) ha smantellato una rete criminale sospettata di aver messo in piedi una frode Iva multimilionaria nel commercio di auto di lusso. Le indagini hanno interessato diversi paesi europei, tra cui Germania, Repubblica Ceca e Italia.

In Trentino-Alto Adige, i controlli sono stati condotti dall’Area Verifica e Antifrode dell’Ufficio Adm di Bolzano, con il supporto degli uffici di Trento. Il 4 marzo 2026, i funzionari dell’Agenzia hanno eseguito diverse perquisizioni nella provincia di Bolzano, sequestrando documenti fiscali e commerciali fondamentali per ricostruire il sistema di frode.

Secondo quanto emerso, le auto di lusso provenienti dalla Germania venivano vendute attraverso una rete di società di comodo situate in vari Stati membri dell’Unione Europea. Queste società omettevano il versamento dell’Iva, permettendo alle aziende successive nella catena di richiedere rimborsi indebiti, causando così un danno stimato in oltre 103 milioni di euro.

L’operazione conferma l’attenzione delle autorità italiane ed europee contro le frodi fiscali internazionali, con un focus particolare sulle attività che coinvolgono il Nord Italia e le transazioni transfrontaliere tra Germania e Trentino-Alto Adige.

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