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Cronaca
07.03.2026 - 10:15
Foto di repertorio
È stata pronunciata dal Tribunale di Trento la condanna a 9 anni e 3 mesi di reclusione per un trentenne trentino, ritenuto colpevole in primo grado di violenza sessuale pluriaggravata e continuata ai danni di una ragazza che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 16 anni.
Il collegio, presieduto dal giudice Marco Tamburrino, ha disposto anche un risarcimento di 30 mila euro alla vittima, costituitasi parte civile.
I fatti risalgono al 2020 e si sarebbero protratti per alcuni mesi nel capoluogo.
Secondo l’accusa, la relazione tra i due era caratterizzata da dinamiche di forte vulnerabilità: l’uomo, allora poco più che ventenne, avrebbe indotto la minore a rapporti sessuali approfittando della differenza d’età e facendole assumere stupefacenti.
Proprio l’uso di droga, unitamente all’età inferiore ai 16 anni, è stato ritenuto dal Tribunale elemento di “minorata difesa” e ha inciso sull’entità della pena.
La giovane ha denunciato i fatti dopo essere riuscita ad allontanarsi dalla relazione.
Le indagini, coordinate dalla pm Patrizia Foiera, hanno raccolto riscontri testimoniali.
In aula l’accusa è stata sostenuta dal pm Giorgio Bocciarelli.
Il trentenne, difeso dall’avvocato Giuliano Valer, è stato invece assolto con formula dubitativa dal reato di maltrattamenti per insufficienza di prove.
La sentenza non è definitiva. La difesa ha già preannunciato ricorso in appello, in attesa del deposito delle motivazioni.
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