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SOS meteo
27.03.2026 - 07:35
Foto di repertorio
Una giornata annunciata come critica e che ha mantenuto tutte le premesse. L’ondata di maltempo che ha investito il Trentino, accompagnata da un’allerta arancione della protezione civile, ha messo a dura prova vigili del fuoco e servizi di emergenza, impegnati senza sosta dalla serata di mercoledì.
Alla centrale provinciale le richieste di intervento si sono susseguite a ritmo serrato: già nel tardo pomeriggio di ieri si contavano oltre 130 chiamate, destinate ad aumentare nelle ore successive. A scatenare l’emergenza è stato soprattutto il vento, con raffiche che in alcune zone hanno sfiorato i 120 chilometri orari.
Caduta di alberi, rami spezzati, coperture divelte e materiali trascinati sulle strade: il quadro degli interventi è stato ampio e diffuso su tutto il territorio. In diversi casi, le piante abbattute hanno colpito linee elettriche, facendo temere blackout, mentre numerosi edifici sono stati messi in sicurezza per evitare danni maggiori.
Le aree più colpite risultano essere la città di Trento, l’Alta Valsugana — in particolare Levico e Caldonazzo — la val di Cembra e l’altopiano di Folgaria. Solo nel capoluogo si registrano più di quaranta interventi: tra questi, la messa in sicurezza di un tetto tra via Esterle e via Prati, dove una tegola staccata dal vento ha ferito un passante. Episodi simili anche in via Oriola, con una lamiera pericolante rimossa, e in via Mazzini, dove i pompieri hanno dovuto smontare alcune imposte a rischio distacco.
Le raffiche hanno inoltre favorito lo sviluppo di incendi: il più rilevante a Volano, altri focolai si sono registrati a Fai della Paganella e a Fornace, dove è andata a fuoco una canna fumaria, prontamente domata.
I dati meteorologici confermano la violenza del fenomeno: picchi di 117 chilometri orari al passo Manghen e valori superiori ai 100 chilometri orari anche in altre località montane. In città, la stazione delle Laste ha registrato raffiche fino a 90 chilometri orari.
Alla base del fenomeno, spiegano gli esperti, una massa d’aria fredda proveniente da est, accompagnata da un marcato sbalzo di pressione tra i versanti alpini. Il vento è destinato ad attenuarsi, ma non a cessare completamente.
E mentre la bufera si allontana, si profila una nuova minaccia: il gelo. Nelle prossime ore le temperature sono attese in brusco calo, con valori prossimi allo zero anche a Trento e ancora più rigidi alle quote superiori. Una situazione che preoccupa soprattutto per le campagne, dove la fioritura — favorita da un marzo insolitamente mite — è già in fase avanzata.
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