Erano circa le 18 di venerdì quando una normale serata tra amici nel centro di Padova è degenerata in un’aggressione brutale. Tre sedicenni — due ragazzi e una ragazza — dopo una passeggiata si erano seduti su una panchina in zona piazza del Carmine in attesa dell’autobus. All’improvviso si sono visti avvicinare da due sconosciuti, presumibilmente coetanei, che hanno iniziato a chiedere monete e sigarette.
Secondo il racconto fornito ai carabinieri dalla madre di uno dei ragazzi, il rifiuto di consegnare soldi o sigarette non ha placato gli aggressori, che hanno alzato la voce fino a passare alle mani. Uno degli sconosciuti si è posizionato alle spalle di uno dei giovani, lo ha afferrato per il collo e lo ha scaraventato a terra. Ne è seguito un susseguirsi di calci e pugni. Il tentativo dell’altro ragazzo di intervenire in difesa dell’amico ha innescato a sua volta un’aggressione: entrambi sono stati sopraffatti, immobilizzati e la testa di uno è stata sbattuta contro il cemento.
Molti passanti avrebbero assistito alla scena, ma — ha detto la madre — nessuno è intervenuto: forse paralizzati dalla ferocia degli assalitori, non hanno fermato l’assalto né ripreso con i telefoni, come spesso accade. Appena gli aggressori si sono dileguati, i ragazzi, feriti e sotto shock, hanno chiamato i genitori che li hanno portati al pronto soccorso. Le medicazioni hanno evidenziato un quadro preoccupante: al primo giovane è stato diagnosticato un lieve trauma cranico, escoriazioni ed ecchimosi diffuse; l’amico che era intervenuto ha riportato un trauma cranico più serio, un profondo taglio alla fronte e al naso e contusioni estese. Entrambi sono stati dimessi nella notte.
Il giorno dopo i genitori hanno accompagnato i ragazzi dai carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti. Secondo la ricostruzione, non si tratterebbe di un episodio isolato: il centro storico di Padova ha già registrato aggressioni analoghe, spesso scatenate dal rifiuto di consegnare denaro o sigarette. Le dinamiche descritte — richiesta di pochi spiccioli, escalation verbale, passaggio alla violenza fisica — fotografano una situazione di crescente tensione tra giovani nella città.
La denuncia alle forze dell’ordine è il primo passo per individuare gli aggressori e garantire che rispondano dei fatti. Spetterà poi alle autorità locali valutare eventuali misure di presidio del centro storico e coordinare iniziative con le famiglie e le scuole. Nel frattempo, resta l’esigenza di tutelare i ragazzi vittime di violenza, con supporto medico e psicologico per limitare le conseguenze fisiche e traumatiche dell’episodio.
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