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Il convegno
19.12.2025 - 09:59
Mirano ha ripercorso cinquant’anni di storia teatrale in un pomeriggio intenso e partecipato. Lo scorso sabato 29 novembre infatti, il Teatro Villa Belvedere ha ospitato il convegno “Oui, Oui, ICI! 1975–2025. Dalla Biennale ai teatri indipendenti”, un evento promosso dal Comune e patrocinato dall’Università Ca’ Foscari e dallo IUAV di Venezia. Una sala gremita ha accolto studiosi, artisti e cittadini desiderosi di riscoprire un capitolo decisivo della cultura teatrale italiana, nato proprio a Mirano mezzo secolo fa.

Ad aprire i lavori è stata l’Assessora alla Cultura Maria Francesca Di Raimondo, che ha ricordato l'importanza del legame tra il territorio e la straordinaria esperienza del 1975: l’anno in cui, grazie alla visione di Luca Ronconi e al sostegno del sindaco Giancarlo Tonolo e di Carlo Ripa di Meana, Mirano divenne teatro di sperimentazione internazionale. Fu allora che Jerzy Grotowski, chiamato da Ronconi alla Biennale Teatro, attivò nella Barchessa di Villa “XXV Aprile” un laboratorio destinato a segnare un’intera generazione. Una stagione culminata nella celebre “Scientific Session”, che vide a Mirano personalità come Peter Brook, Alessandro Fersen, Fernando Taviani, Ferruccio Marotti e lo stesso Ronconi.
Il convegno ha seguito proprio questo filo rosso, interrogando il ruolo del teatro d’avanguardia ieri e la condizione dei teatri indipendenti oggi. I docenti Piermario Vescovo (Ca’ Foscari) e Monica Centanni (IUAV) hanno presentato il volume di Engramma dedicato al “Cantiere Ronconi”, offrendo un quadro approfondito della stagione riformatrice del maestro. Un contributo che ha restituito, con rigore accademico e passione critica, la ricchezza di un momento che trasformò il modo di fare teatro in Italia.
Particolarmente atteso l’intervento di Mario Esposito, organizzatore del convegno e testimone diretto del laboratorio di Grotowski del 1975. Le sue parole hanno restituito il clima febbrile di quei giorni: l’idea che il teatro potesse essere un motore di cambiamento sociale, la forza della ricerca fisica e vocale, la relazione quasi rituale tra attore e spettatore. A dialogare con lui, Marco Duse, attore e regista, oggi alla guida della compagnia Farmacia Zooè e della rassegna “Molecole”, che ha portato la discussione sul presente: sulle sfide delle compagnie indipendenti, sulla necessità di spazi stabili, su un pubblico che cambia e che chiede linguaggi nuovi.
La proiezione di alcuni frammenti del documentario “75 – Biennale Ronconi Venezia” di Jacopo Quadri ha offerto al pubblico un ponte visivo tra passato e presente, ricordando la potenza visionaria di quella edizione della Biennale.
A chiudere la giornata, la compagnia Farmacia Zooè ha proposto uno Workshop di Movimento Creativo condotto da Marco De Rossi. Un laboratorio che, tra esercizi fisici e pratiche di improvvisazione, ha fatto rivivere ai partecipanti lo spirito delle avanguardie degli anni Settanta.
Mirano, ancora una volta, si è scoperta luogo di memoria viva e di rinnovata progettualità culturale. Un passato rivoluzionario che continua a interrogare il presente e, forse, a indicare nuove strade per il futuro del teatro nei territori.
Riccardo Musacco
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