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Territorio
12.02.2026 - 08:48
L’ unione di intenti dei tre comuni traspare anche dalla candidatura congiunta al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026, un’iniziativa promossa dal Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In palio un contributo di 1 milione di euro per il Comune o l’aggregazione territoriale che saprà valorizzare al meglio cultura, economia e biodiversità marittima nazionale.
Verso una possibile fusione tra Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina
I tre Comuni del Delta del Po rafforzano la collaborazione istituzionale e guardano alla fusione come strumento strategico per attrarre risorse, migliorare i servizi e contare di più nei tavoli regionali e nazionali. Sullo sfondo, l’idea di una nuova “Città del Delta”.
Il progetto, intitolato “Delta del Po: avanguardia della resilienza blu”, prevede un investimento complessivo di 1,3 milioni di euro, grazie al co-finanziamento del partner strategico GALPA Chioggia – Delta Po, nell’ambito dei Progetti di Cooperazione Interterritoriale in corso.
La proposta progettuale si articola in quattro linee principali: Recupero e valorizzazione: restauro conservativo di tre Casoni di Valle e Cavane, trasformati in “Portali del Mare” per accoglienza turistica e didattica. Innovazione tecnologica: implementazione della piattaforma Smart Delta Monitoring, un sistema IoT per il monitoraggio in tempo reale della salinità e della popolazione del granchio blu, a supporto della marineria locale. Cultura e identità: istituzione dell’“Accademia delle Antiche Maestranze” per tramandare ai giovani i segreti della cantieristica minore e della pesca tradizionale. Grandi eventi: organizzazione del Forum Nazionale sulla Blue Economy e del Festival “Resilienza Blu” nel 2026.
Michele Grossato, sindaco di Rosolina, capofila del progetto, dichiara: “Avvertiamo la responsabilità di guidare un’iniziativa che mette al centro l’equilibrio tra sviluppo economico e conservazione ambientale. Questa sfida può trasformare la costa in un laboratorio a cielo aperto, dove il turismo balneare sostenibile dimostra che si può rispettare il mare e trasformare i limiti ambientali in valore aggiunto. Unire le nostre forze significa mettere il bene comune davanti a tutto, dimostrando all’Italia che il Delta del Po può essere un modello di riscatto nazionale”.
Roberto Pizzoli, sindaco di Porto Tolle, aggiunge: “Al centro della candidatura ci sono la pesca, l’acquacoltura e la molluschicoltura. Di fronte alle sfide climatiche, come la risalita del cuneo salino e l’invasione del granchio blu, la nostra risposta è resiliente: modernizzare la filiera e investire in tecnologia per proteggere il lavoro dei pescatori e rendere i borghi marinari esempi di adattamento climatico”.
Mario Mantovan, sindaco di Porto Viro, sottolinea: “Partecipiamo a questa sfida per celebrare una cultura identitaria unica, fondata sulla millenaria capacità di gestire le acque. L’innovazione non è in contrasto con la tradizione, ma la sua forma più moderna di difesa. Nuove tecnologie, dal monitoraggio digitale delle acque alla gestione intelligente delle risorse ittiche, sono strumenti indispensabili per proteggere un paesaggio che è Riserva di Biosfera MAB UNESCO, fragilità ed eredità insieme, ma anche potente risorsa per il futuro”.
Il dossier è supportato da una vasta rete di portatori di interesse: dalla Regione del Veneto all’Ente Parco Regionale Delta del Po, dal Comune di Ariano nel Polesine alla Fondazione DMO Adige Delta Po e al Consorzio Turistico Po e suo Delta, dal Consorzio DELTAPOOLSERVICE al CO.RI.LA (Università Ca’ Foscari, IUAV, CNR e OGS), fino agli Istituti Comprensivi, Cooperative di pescatori e associazioni del territorio, a testimonianza di una coesione sociale e istituzionale senza precedenti.
Guendalina Ferro
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