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 Verso una possibile fusione tra Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina

 Prende forma l’ipotesi di un’unica città da 30 mila abitanti

Sindaci di :Porto Viro-Rosolina-Porto Tolle

da sx Mario Mantovan-Michele Grossato-Roberto Pizzoli

I tre Comuni del Delta del Po rafforzano la collaborazione istituzionale e guardano alla fusione come strumento strategico per attrarre risorse, migliorare i servizi e contare di più nei tavoli regionali e nazionali. Sullo sfondo, l’idea di una nuova “Città del Delta”.

Di fronte ai tagli dei trasferimenti statali, destinati a incidere anche nei prossimi anni sui bilanci comunali, i sindaci di Rosolina, Porto Tolle e Porto Viro hanno scelto di costruire una rete di collaborazione e coordinamento, consapevoli che unire forze e risorse è oggi indispensabile. Questa unione di intenti nasce dalla convinzione condivisa che, per garantire i servizi pubblici essenziali e sviluppare nuove progettualità, sia ormai necessario adottare strumenti innovativi e rafforzare la capacità di attrarre risorse economiche. La collaborazione tra comuni, oggi, non è più un’opzione, ma una scelta strategica.

Dal punto di vista geografico e amministrativo, Porto Viro svolge un ruolo di naturale cerniera territoriale, confinando sia con Porto Tolle sia con Rosolina, che pur non avendo un confine diretto risultano profondamente connesse per storia, identità e dinamiche socio-economiche legate al Delta del Po. Un territorio deltizio compreso tra l’Adige e il Po, attraversato da una fitta rete di canali e affacciato al mare, elementi che scandiscono la vita quotidiana e le attività economiche legate alla pesca, all’agricoltura, alla navigazione interna e al turismo.

Porto Viro, con circa 14.400 abitanti, nasce dalla fusione dei Comuni di Contarina e Donada, sancita dal referendum del 1995, dopo una prima e breve esperienza risalente al 1929. Porto Tolle, che conta circa 8.800 residenti, è nel cuore del Delta ed è fortemente legato alle attività tradizionali della pesca e alla gestione dell’ambiente fluviale e lagunare. Rosolina, con poco più di 6.300 abitanti, registra invece un forte incremento demografico durante la stagione estiva, arrivando fino a 45 mila presenze turistiche e rientrando nel circuito del G20s delle principali località balneari italiane.

La collaborazione tra i tre Comuni si è rafforzata recentemente con il progetto “Delta del Po: avanguardia della resilienza blu”, un’occasione per il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli,(lega) di rilanciare la proposta di una possibile fusione amministrativa. Un’ipotesi accolta favorevolmente dal sindaco di Rosolina, Michele Grossato, (centro destra) e dal sindaco di Porto Viro, Mario Mantovan, (centrosinistra)forte dell’esperienza già maturata con la fusione di Donada e Contarina. Un’idea che supera le appartenenze politiche e guarda al bene comune delle comunità.

Prima di arrivare a un eventuale referendum, sarà però necessario un lavoro culturale importante: spiegare ai cittadini perché presentarsi come un’unica città da circa 30 mila abitanti, con forti picchi turistici stagionali, può significare maggiore peso istituzionale, più opportunità di finanziamento e una voce più autorevole nei tavoli regionali, nazionali ed europei. E mentre il dibattito prende forma, sul nome del possibile nuovo Comune circola già un’ipotesi evocativa: “Città del Delta”.

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