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05.04.2023 - 13:14
“Lo stadio è un’infrastruttura sociale, è uno strumento di riqualificazione urbana, crea posti di lavoro e rispecchia tutte le caratteristiche per i finanziamenti comunitari. Da ministro sto diventando insopportabilmente intransigente: sulla questione degli stadi è finito il tempo delle scuse, degli alibi e delle difficoltà. Ho la serenità di non essere solo, c’è un governo con me e una logica di multidisciplinarietà con club e territori per metterci ognuno di fronte alle proprie responsabilità. Siamo a un punto di non ritorno. Non si valorizza il senso del tempo, sono ormai anni che sento dire le stesse cose, che si organizzano eventi, ma poi non si arriva a una conclusione. Finora è mancata la forza di volontà, insieme alla sistematicità e alla competenza”. Queste le parole che ieri, martedì, il Ministro dello Sport del Governo Meloni, Andrea Abodi ha pronunciato ad un incontro sul tema stadi in Italia. Nel corso di quel meeting, determinato dalla volontà del nostro Paese di candidarsi ad ospitare gli Europei di Calcio 2032, è emersa una drammatica fotografia degli stadi di calcio italiani che, a differenza di altri Paesi, sono vetusti, in luoghi impropri delle città e soprattutto non sono occasioni di sviluppo e frequentazione sette giorni su sette.
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