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"Cinisca, la principessa che parlava ai cavalli" debutta a Treviso: un omaggio alla prima donna olimpica

. Debutto nazionale il 14 gennaio al Teatro Comunale di Treviso

teatro

Foto di repertorio

14 gennaio a Treviso, al Teatro Comunale, debutterà in prima nazionale Cinisca, la principessa che parlava ai cavalli, scritto e diretto da Giovanna Cordova e prodotto da Tema Cultura in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale. Lo spettacolo, che celebra il legame tra sport, storia e mito, racconta la figura straordinaria di Cinisca di Sparta, la prima donna nella storia a vincere una competizione olimpica nel 396 a.C. Un’icona di determinazione e emancipazione, che ha lasciato un segno indelebile nella storia delle Olimpiadi.

Nel contesto delle imminenti Olimpiadi Milano-Cortina 2026, lo spettacolo si propone di restituire al pubblico la figura di una donna che sfidò le convenzioni del suo tempo, portando una nuova visione all’interno di un mondo sportivo dominato dagli uomini. Cinisca non gareggiò mai fisicamente nelle corse dei carri olimpiche, ma fu l'allevatrice dei cavalli che la portarono alla vittoria, un trionfo che avvenne "nell’ombra", ma che rimase per sempre nella storia.

L’attrice Linda Atzori interpreta il ruolo di Cinisca, portando in scena una figura che, pur restando lontana dalle luci della ribalta, divenne un simbolo di potenza e indipendenza. Il racconto si intreccia con il contesto contemporaneo delle Olimpiadi femminili, offrendo uno spunto di riflessione sull'evoluzione del ruolo delle donne nello sport.

La serata di apertura vedrà la partecipazione della madrina dell'evento, Monica De Gennaro, campionessa olimpica con la Nazionale di Pallavolo femminile alle Olimpiadi di Parigi 2024 e nominata miglior pallavolista al mondo per il 2025 dalla Volleyball World. La sua presenza sarà un omaggio ideale a Cinisca, che per prima ha sfidato le limitazioni imposte dalla società del suo tempo.

Lo spettacolo si distingue anche per la sua scenografia innovativa, in cui l'acqua gioca un ruolo simbolico centrale, diventando metafora della continua trasformazione dell’essere umano. L’acqua, elemento che muta e si adatta, si riflette nei movimenti scenici e nelle proiezioni visive che coinvolgono il pubblico, creando un'atmosfera di immersione totale. I specchi, che ricoprono il palco, amplificano questa dinamica, portando lo spettatore a sentirsi parte attiva della rappresentazione, proprio come il cambiamento e la forza che Cinisca ha incarnato nel suo tempo.

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