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Castelfranco, "Donne, alfabeti nascosti": un viaggio tra poesia, musica e danza per celebrare la Giornata della Donna

Il Salone di Villa Barbarella ospita un evento unico che unisce arte, cultura e riflessione

Castelfranco, "Donne, alfabeti nascosti": un viaggio tra poesia, musica e danza per celebrare la Giornata della Donna

Foto di repertorio

Un’emozionante combinazione di musica, poesia e danza si terrà l'8 marzo 2026 presso il Salone di Villa Barbarella, con il secondo appuntamento della rassegna "Verso Poesia", intitolato "Donne, alfabeti nascosti". L'evento, curato da Roberto Scalabrin, offre uno spazio di riflessione sulla Giornata internazionale della donna, esplorando i temi dell’amore, della cura e del rispetto attraverso l’arte.

La manifestazione mira a parlare non solo alle donne, ma a tutta la società, portando in scena voci e versi di poetesse e poeti che, accompagnati dalla musica e dalla danza, raggiungono il cuore dell'Essere Umano. Le performance artistiche sottolineano l'importanza del rispetto e della dignità, valori che dovrebbero essere condivisi da tutti. La parola sarà danzata, mentre la musica diventerà un viaggio attraverso fotogrammi sonori di ricordi, intrecciando le storie di ognuno di noi.

Elisabetta Garilli, musicista, compositrice e formatrice, darà voce alle poesie accompagnata dalla coreografia di Giulia Carli. La parte musicale vedrà l’esibizione dell’Echo Quartet con Asia Osorio al flauto, Elena Statua all'oboe, Davide Cadonà al clarinetto e Mariastella Favero al fagotto. Le musiche di compositori come Béla Bartók, Eugène Bozza, Jean-Michel Damase, Nino Rota e Alexander Rubstov accompagneranno questo percorso artistico.

Il programma della rassegna, che è diventato un appuntamento imperdibile, non solo celebra la figura della donna, ma attraverso l'arte cerca di sensibilizzare il pubblico su temi universali di umanità, equità e solidarietà.

Concludendo, Giulia Carli, danzatrice e coreografa, ha espresso il suo impegno verso una danza sincera e comunicativa, che si fonda sul gesto come strumento di relazione profonda, mentre Elisabetta Garilli ha sottolineato come la sua lunga carriera educativa e artistica abbia sempre messo al centro l’importanza della musica e delle arti come strumenti formativi e di crescita.

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