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Rottura delle trattative con Confindustria
07.08.2024 - 14:42
Sono 10mila i lavoratori in Veneto nel comparto turistico che comprende anche il personale dei parchi di divertimento
in capo a Federturismo di Confindustria e Aica rimasti senza rinnovo del contratto di lavoro dal 2016. Si tratta degli occupati nelle grandi catene alberghiere, per la maggior parte in provincia di Venezia ma anche nel bacino termale di Padova
Con le altre organizzazioni datoriali a cui fanno capo le strutture più piccole i contratti sono stati invece rinnovati mentre Confindustria, dicono i sindacati, non ha dimostrato aperture. Previste quindi otto ore di sciopero organizzate nei territori in agosto e altre otto con presidio al Lido di Venezia il 7 settembre.
Considerando la sottoscrizione del rinnovo di tutti gli altri contratti nazionali del settore e due anni di non facili trattative,
"Mentre nella nostra regione il turismo continua a generare introiti e a trainare il Pil, come ha recentemente ricordato il Presidente Zaia, le lavoratrici e i lavoratori a cui viene applicato il contratto del turismo di Confindustria si impoveriscono mese dopo mese a causa del mancato rinnovo del contratto e, soprattutto, della mancata volontà delle parti datoriali di riconoscere un aumento di salario giusto e dignitoso, indispensabile per far fronte all'inflazione galoppante che continua ad erodere gli stipendi - dichiara Cecilia DE' PANTZ, segretaria generale di Filcams Cgil Veneto.
"Le proposte di Confindustria al tavolo di trattativa, volte solo a procrastinare la doverosa firma del rinnovo contrattuale, sono inaccettabili - afferma Giovanni Battista Comiati, segretario generale di Fisascat Cisl Veneto. - La mobilitazione che parte oggi nella nostra regione, unita a quella nazionale, non si concluderà finché non si arriverà a un accordo dignitoso per i tanti lavoratori e lavoratrici che continuano a impegnarsi quotidianamente con professionalità, pur avendo il contratto scaduto".
"Le proposte inserite in trattativa da parte di Confindustria, tra cui aumento dei contratti a termine, modifica dell’apprendistato e del periodo di comporto della malattia, oltre che tardive, cozzano con le realtà lavorative proprie di questo settore, che è rivolto al comparto del lusso e quindi ad alto valore aggiunto. È incomprensibile come si possa conciliare l’aumento di precarietà e flessibilità richiesti con la difficoltà a reperire personale, che in questo settore deve essere molto professionalizzato - sottolinea Luigino Boscaro, segretario generale di UILTuCS Veneto.
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