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20.10.2016 - 06:00
È arrivato a fine settembre, direttamente da Norimberga, nel Land della Baviera in Germania, il nuovo magnete, cioè il cuore della nuova risonanza magnetica di Mirano. Il camion che lo trasportava è arrivato all’ospedale di Mirano alle 8 di mattina, e si sono impiegate due ore per concludere il delicato e spettacolare posizionamento dell’apparecchio all’interno del servizio radiologico. Un’operazione studiata nel minimo dettaglio dall’ufficio tecnico e dalla ingegneria clinica della Ulss 13. Come nel caso della disinstallazione della vecchia risonanza magnetica, avvenuta il 10 settembre, anche questa volta è stata utilizzata una gru per sollevare le 5 tonnellate del magnete e calare il pesante macchinario a pochi centimetri dai padiglioni dell’ospedale, tenendo tutti con il naso all’insù. Con l’avvio della nuova macchina, previsto dopo metà ottobre, ci sarà l’inaugurazione ufficiale. La nuova apparecchiatura è una risonanza da 1,5 tesla, di ultima generazione, che esprime il massimo della tecnologia diagnostica per l’assistenza: infatti sarà funzionale sia per le persone obese che per chi soffre di claustrofobia. “Si tratta di una risonanza all’avanguardia - ha detto il primario di Radiologia Andrea Bruscagnin - che garantisce una tecnologia adatta a quesiti diagnostici complessi in ambito neurologico toracicoaddominale e anche senologico. Rispetto alla risonanza attuale, ha un’ampiezza maggiore che permette di eseguire l’esame anche su pazienti con un giro vita che supera i 200 centimetri. Inoltre, la nuova macchina sarà più compatta, permettendo così al paziente claustrofobico di veder l’esterno e di poter quindi eseguire l’indagine. Ma soprattutto ci permetterà di implementare la diagnostica, per esempio lavorando su esami di terzo livello alla mammella o alla prostata, che prima non potevamo fare. Infine ampliando le indagini a livello cardiaco, per indagare su infarti e danni del miocardio”. Il passaggio dalla vecchia alla nuova risonanza di Mirano è avvenuto senza mai interrompere il servizio diagnostico, garantendo cioè gli esami (sia per i pazienti ricoverati che per gli esterni) grazie l’adozione di una risonanza magnetica su mezzo mobile, con percorso protetto, che è stata posizionata nell’area prospiciente la nuova Dialisi, evitando così il trasferimento di parte dell’attività di Radiologia a Dolo. Intanto continuano i lavori per l’adeguamento sia strutturale che impiantistico nella sala che ospiterà la nuova apparecchiatura. “La nuova risonanza è stata finanziata dalle Regione Veneto che, con il suo presidente Luca Zaia, è sempre molto attenta a fornire e garantire alle strutture ospedaliere, e quindi ai cittadini che si rivolgono a loro, delle tecnologie più moderne e al passo con i tempi”, ha concluso il direttore generale della Ulss 13 Giuseppe Dal Ben, che ha voluto seguire da vicino tutte le delicate fasi del trasferimento del nuovo apparecchio. Filippo De GasperiEdizione
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