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Cortina 2026, REA: "Il sacrificio delle Dolomiti non è il nostro sport"

Arriva la denuncia per il disastro ecologico in corso e l'indifferenza delle istituzioni

Cortina 2026, Rea: "Il sacrificio delle Dolomiti non è il nostro sport"

REA

Le Dolomiti piangono i suoi alberi secolari, e il mondo intero osserva con crescente preoccupazione una ferita che rischia di essere irreversibile. Il recente reportage pubblicato dal quotidiano francese Le Monde ha messo in luce la devastante trasformazione del paesaggio montano in seguito alle opere per le Olimpiadi Invernali 2026, rivelando un scenario tutt'altro che “green”. Gli interventi infrastrutturali previsti, da tempo al centro delle polemiche, sembrano sacrificare la bellezza naturale delle montagne per un progressivo aumento del cemento.

Le immagini di cantieri e alberi abbattuti stanno suscitando forte indignazione, e la stampa internazionale non ha esitato a condannare l'Italia, indicando il nostro Paese come l'esempio da non seguire per le edizioni olimpiche future. Mentre il mondo guarda con stupore e tristezza, la montagna si trova esposta a un rischio mai visto prima, poiché la rimozione dei boschi secolari, che da sempre fungono da barriera naturale contro frane e smottamenti, lascia il territorio vulnerabile.

Gabriella Caramanica, Segretario Nazionale della REA (Rete per l'Ecosostenibilità Ambientale), ha espresso la sua preoccupazione con durezza: «Lo scempio in atto a Cortina è un delitto contro la biodiversità e un oltraggio alla sicurezza dei cittadini. Migliaia di alberi sono stati abbattuti per far spazio a infrastrutture che non hanno garanzie sul loro futuro, mentre quei boschi erano il nostro primo scudo contro il dissesto idrogeologico», ha dichiarato con forza.

La critica di REA non si limita alla distruzione dell'ambiente, ma sottolinea l'incredibile ipocrisia di proclamare delle Olimpiadi 'green' mentre si distruggono habitat vitali per la fauna selvatica e si compromettono gli equilibri ecologici delle montagne. «È inaccettabile che nel 2026 si parli ancora di sostenibilità mentre si devastano ecosistemi che sono patrimonio dell'umanità. Questo modello di sviluppo predatorio non ha futuro. Il vero spirito olimpico non può essere celebrato se calpesta i diritti della natura», prosegue Caramanica.

REA, insieme a molte comunità locali e movimenti ambientalisti, ha annunciato che rimarrà al fianco della difesa delle Dolomiti e delle Alpi, portando avanti la battaglia per proteggere la montagna, un ecosistema fragile e prezioso. «La nostra montagna non è un bene usa e getta. Le Dolomiti sono un organismo vivo che merita rispetto e protezione assoluta», ha concluso Caramanica.

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