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Ponte San Nicolò in appello: circa 904 mila euro da pagare e l'ultimo contenzioso sul trasporto conurbato

È l’ultimo contenzioso di questo tipo ancora aperto nel padovano

Ponte San Nicolò in appello: circa 904 mila euro da pagare e l'ultimo contenzioso sul trasporto conurbato

Foto di repertorio

Oltre 900mila euro da pagare, un ricorso in appello e un contenzioso lungo quasi un decennio. E’ la situazione che vede protagonista Ponte San Nicolò nel sistema di trasporto pubblico della cintura padovana. Il Comune ha deciso di fare appello contro la sentenza che lo obbliga a versare circa 904 mila euro a BusItalia per il servizio urbano. La decisione è stata formalizzata con una delibera di Giunta che autorizza il sindaco a impugnare il pronunciamento del Tribunale di Padova davanti alla Corte d’Appello di Venezia. La vicenda fa parte di un contenzioso più ampio sul trasporto pubblico “conurbato”, cioè l’estensione delle linee urbane di Padova ai Comuni della cintura. Le convenzioni, stipulate dal 2001, prevedevano che i Comuni contribuissero con un versamento integrativo, per garantire tariffe agevolate anche fuori dal capoluogo. 

Dal 2017 alcuni Comuni, tra cui Selvazzano Dentro, Rubano, Vigodarzere e Albignasego, hanno sospeso i pagamenti e avviato ricorsi, contestando l’obbligo del contributo e sostenendo che il servizio fosse già coperto dai finanziamenti regionali. Nel tempo, tutte le iniziative giudiziarie sono state respinte. Due sentenze definitive del Tar del Veneto, nel 2021 e nel 2024, hanno confermato la validità delle convenzioni e la correttezza delle richieste del Comune di Padova e dei gestori Aps Holding e BusItalia. Tre sentenze del Tribunale civile hanno confermato ulteriormente il credito. Complessivamente, sono stati incassati oltre 4 milioni di euro, mentre richieste di restituzione superiori a 5 milioni sono state respinte. Oggi Ponte San Nicolò è l’unico giudizio ancora aperto. La sentenza di primo grado, pubblicata a dicembre, ha riconosciuto il credito a BusItalia per il periodo 2015-2021, condannando il Comune al pagamento. Secondo la Giunta, la decisione di appellarsi nasce da una valutazione attenta della sentenza e dal parere degli avvocati incaricati. La posizione di Ponte San Nicolò è considerata particolare. Dopo la scadenza della convenzione originaria non è stato firmato alcun rinnovo e non sono state emesse fatture per il servizio, elementi ritenuti rilevanti nella ricostruzione complessiva della vicenda. L’incarico legale è stato confermato agli stessi professionisti del primo grado, per garantire continuità e conoscenza approfondita della materia. 

Alessandro Cesarato

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