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Case popolari, a Piove di Sacco vengono prima i residenti

case popolari piove di sacco

Per la prima volta gli alloggi Erp di Piove apriranno a tutti i veneti, il Comune in otto punti tenta di tutelare chi vive in città

Prima i piovesi. I residenti che richiederanno un alloggio popolare, con il prossimo bando comunale, vedranno aumentare le possibilità di avanzare in graduatoria rispetto a chi non vive in città. L’amministrazione del sindaco Davide Gianella ha infatti deliberato di potere attribuire ai propri cittadini, che rispettino ovviamente una serie di parametri, un punteggio aggiuntivo che può arrivare fino ad otto punti. Si tratta di una contromisura per prepararsi ad affrontare gli effetti della nuova legge regionale che ha aperto le graduatorie Erp di ciascun Comune a tutti i residenti in Veneto. Nel prossimo bando di settembre un occhio di riguardo sarà dato, oltre al mero dato degli anni di residenza, anche ai piovesi più anziani, a quelli che hanno già presentato domanda negli anni precedenti, a quelli socialmente più deboli e a chi paga a privati regolari affitti di rilevante importo. A Piove le case popolari comunali sono 68 e ogni anno, a fronte di una media di 150 richieste, se ne rendono disponibili meno di una decina. “Con il bando di settembre - spiega l’assessore al Sociale Paola Ranzato - per la prima volta le porte degli alloggi Erp di Piove si apriranno potenzialmente a tutti i veneti. Abbiamo già espresso come amministrazione profonda preoccupazione sugli esiti della prossima graduatoria. Il dover accogliere domande anche dai non residenti costituirà potenzialmente un danno per i cittadini e di certo un aggravio sul lavoro degli uffici che dovranno procedere ad accertamenti sui richiedenti di certo più complessi. Resta poi la questione che la parte di alloggi di proprietà comunale sono stati ristrutturati e mantenuti con il denaro dei cittadini di Piove e potrebbero essere assegnati ad un residente di un Comune che invece non ha fatto alcun investimento. Ci sarà inoltre un invio di richiedenti soprattutto da parte dei Servizi sociali dei paesi vicini al nostro, proprio perché più piccoli e con meno disponibilità di case. Ne deriverà un ulteriore impegno per il Comune sia economico sia sociale, perché in genere questi inserimenti si portano dietro anche situazioni difficili. L’unica finestra di intervento che abbiamo rispetto al nuovo bando, che è standard e approvato dalla Regione, è la possibilità di decidere la gestione di otto punti aggiuntivi. Abbiamo fortemente voluto metterli a disposizione dei piovesi, creando una serie di parametri che potessero premiarli. Abbiamo valutato la situazione pregressa e ne abbiamo tratto delle possibili combinazioni di punteggio per premiare e tutelare in qualche modo i nostri concittadini. La situazione resta comunque complessa”. Alessandro Cesarato >ale.cesarato@gmail.com<
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