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Politica
13.01.2026 - 14:51
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Rafforzare il legame tra università, imprese e territorio per contrastare la fuga di talenti e rendere il Veneto sempre più attrattivo per studenti e giovani professionisti. È questo l’obiettivo del primo tavolo di coordinamento tra la Regione e il sistema universitario veneto, riunitosi questa mattina a Palazzo Balbi sotto la presidenza di Alberto Stefani.
All’incontro hanno partecipato gli assessori regionali Valeria Mantovan, con delega a Istruzione e Formazione, e Massimo Bitonci, responsabile di Sviluppo economico, Ricerca e Innovazione, insieme ai rettori degli atenei del Veneto: Daniela Mapelli (Università di Padova), Chiara Leardini (Università di Verona), Tiziana Lippiello (Ca’ Foscari Venezia) e Benno Albrecht (IUAV).
«Lavorare in sinergia con le nostre università è motivo di orgoglio – ha affermato Stefani –. Dobbiamo superare l’idea che il Veneto sia solo un luogo di passaggio per la formazione. Il nostro territorio deve essere riconosciuto come uno spazio in cui i giovani possano non solo studiare, ma anche costruire una carriera e un progetto di vita». Una sfida che, secondo il presidente, si vince solo “facendo sistema” tra istituzioni, mondo accademico e tessuto produttivo.
Stefani ha poi evidenziato una contraddizione ancora presente: «Abbiamo uno dei sistemi economici più dinamici d’Europa, eppure persiste la convinzione che qui manchino opportunità. Così molti studenti stranieri, dopo essersi formati, lasciano il Veneto, mentre tanti giovani veneti cercano altrove prospettive migliori». Per invertire questa tendenza, ha spiegato, non basta l’aspetto salariale: «Le nuove generazioni chiedono percorsi di crescita, formazione continua e un equilibrio reale tra lavoro e vita privata».
Tra le misure annunciate figurano borse di studio “di prossimità”, legate alla scelta di lavorare in Veneto dopo la laurea, e un importante investimento sul fronte abitativo: 50 milioni di euro di fondi europei saranno destinati ad ampliare l’offerta di alloggi per studenti e giovani lavoratori. Centrale anche il rafforzamento del dialogo tra università e imprese, attraverso eventi e iniziative pensate per mettere in contatto diretto i laureandi con il mondo produttivo.
Nel corso del tavolo sono emerse anche nuove proposte, come l’istituzione di un Consiglio regionale degli studenti per dare voce diretta ai giovani e l’organizzazione di un Summer Camp condiviso con gli atenei, dedicato a formazione avanzata, orientamento e temi strategici come intelligenza artificiale e nuove tecnologie. Dai prossimi incontri saranno coinvolte anche le ESU, le Aziende regionali per il diritto allo studio, per rafforzare la rete dei servizi.
«Il Veneto ha tutte le potenzialità per essere un polo di riferimento a livello internazionale – ha concluso Stefani –. Il nostro compito è collegare l’eccellenza della formazione universitaria alle reali opportunità occupazionali, offrendo ai giovani un futuro solido e la possibilità concreta di costruirlo qui».
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