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Una visione per il futuro di Venezia
24.01.2026 - 16:31
Simone Venturini, possiamo dire che sarà lei il candidato del centrodestra per il dopo Brugnaro?
"Al momento siamo in una fase di discussione all'interno delle forze centriste del centrodestra e delle forze civiche. Stiamo valutando chi possa essere il candidato più adatto a rappresentare questa area, che è pragmatica e non ideologica, orientata alla gestione oculata delle risorse pubbliche e agli investimenti per la rigenerazione della città. Quello che è fondamentale è che chi si proponga come candidato conosca veramente la città, i suoi quartieri e le sue frazioni."

Ma sarà sempre legato al civismo o più vicino a posizioni di destra?
"Io ho sempre scelto di restare civico. Ho rifiutato diverse proposte da parte di partiti per mantenere fede all’impegno che mi ero preso con i miei elettori, ovvero amministrare senza tessere di partito e rappresentare tutti i cittadini."
Com'è cambiata Venezia in questi più di 10 anni di amministrazione?
"Quando siamo arrivati al Comune, Venezia era sull’orlo della bancarotta, c’era poca liquidità per pagare gli stipendi e le partecipate erano in crisi. Abbiamo messo in sicurezza i conti e poi abbiamo iniziato a investire, con un piano di riqualificazione urbana che ha portato benefici tangibili: basti pensare a Forte Marghera, che oggi è il cuore della vita culturale e giovanile della città, o alle biblioteche che erano in stato di abbandono e che oggi sono diventate un punto di riferimento per tutta la cittadinanza."
Quali sono, tra gli investimenti fatti, quelli di cui va particolarmente fiero?
"Siamo particolarmente orgogliosi di aver aumentato il budget per il sociale di 20 milioni di euro. Abbiamo assegnato quasi 1500 case comunali e restaurato altrettante, contribuendo a dare una risposta concreta alla domanda di residenzialità. Inoltre, la sperimentazione del social housing ha aiutato circa 400 famiglie, giovani coppie che, grazie al nostro intervento, sono riuscite a restare in città."
Parliamo del Piano Casa, a che punto siamo con questo progetto?
"Siamo quasi a metà del suo percorso. Abbiamo in corso circa 350 restauri di appartamenti che verranno assegnati nel corso di quest’anno, e altri cento sono pronti a partire. Questo piano rappresenta un grandissimo investimento: ogni anno destiniamo oltre 12 milioni di euro per la riqualificazione delle case comunali. L’obiettivo finale è azzerare il numero di case vuote da restaurare e assegnare a chi ha diritto di accedere a questi alloggi. Sul sociale, inoltre, cerchiamo di incentivare percorsi di reinserimento lavorativo per chi può farlo. Ogni anno offriamo contratti di lavoro a persone bisognose, per esempio nei lavori di manutenzione dei parchi pubblici, e li formiamo per dare loro una vera opportunità di riscatto. Abbiamo anche investito molto sul contrasto alla povertà."
Parliamo ora del contributo d’accesso, lanciato per gestire i flussi turistici a Venezia: quali sono i risultati finora?
"La sperimentazione del contributo d'accesso è in corso da tre anni e ha già dato i suoi frutti. Abbiamo raddoppiato i giorni di applicazione e introdotto nuove modalità di prenotazione, inclusi incentivi per chi prenota in anticipo. Nonostante le critiche da parte dell’opposizione, siamo convinti che questo strumento, se migliorato e perfezionato, possa rappresentare la chiave per una gestione più equilibrata del turismo a Venezia."
Crede che sia possibile ottenere un “statuto speciale” per la città?
"Venezia è unica e speciale, e credo che ci siano le condizioni giuridiche per rivendicare una maggiore autonomia normativa. Purtroppo, in città manca ancora una visione unitaria su questo tema. Dobbiamo spingere per una legge che consenta a Venezia di avere strumenti normativi adeguati."
In che modo la città sta affrontando i temi della sicurezza e del degrado urbano?
"Abbiamo adottato una politica di rigenerazione urbana per combattere il degrado. Siamo riusciti a smantellare un campo nomadi che era un focolaio di delinquenza, e al suo posto sorgerà un palasport. Inoltre, stiamo continuando a riqualificare aree come quella di Marghera, dove stiamo raddoppiando la biblioteca e migliorando i servizi. Tuttavia è fondamentale investire nella prevenzione sociale, specialmente con i giovani e nelle scuole. Inoltre, stiamo cercando di sensibilizzare il governo a introdurre norme più severe per garantire la certezza della pena."
C'è qualcosa che Simone Venturini rifarebbe o che avrebbe voluto realizzare ma non è riuscito?
"Sono fiero di ciò che abbiamo fatto, in particolare del rilancio delle biblioteche e della salvaguardia della Pilkington, che ha restituito 250 posti di lavoro. Tuttavia, credo che avremmo dovuto fare di più per superare le divisioni ideologiche in città. Venezia ha bisogno di unità per affrontare le sfide del futuro come la conservazione del patrimonio, la gestione della laguna e l’impatto del cambiamento climatico."
Riccardo Musacco
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