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Villanova, il doposcuola che allarga gli spazi per non lasciare indietro nessuno

Un doposcuola accessibile e specializzato che mette la famiglia al centro: spazi ampliati, équipe multidisciplinare e servizi per conciliare lavoro e scuola

Foto dalla rete

Foto dalla rete

Non è solo un servizio pomeridiano. È una risposta sociale. A Villanova di Camposampiero il progetto “Doposcuola di Più – La famiglia al centro Tomasoni”, attivo da nove anni, si prepara all’anno scolastico con un ampliamento che parla chiaramente alle famiglie, soprattutto a quelle più fragili.

Dietro il titolo c’è una scelta politica e comunitaria: mettere davvero la famiglia al centro. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Amministrazione comunale, Istituto Comprensivo, associazioni del territorio e realtà imprenditoriali locali. Una rete che non è formale, ma operativa. E in un tempo in cui la povertà educativa corre parallela a quella economica, non è un dettaglio.

La novità più evidente riguarda le sedi. Il doposcuola “Di Più” si sposterà alla scuola media di Villanova: aule più ampie, mensa con maggiore capienza, palestra a disposizione, grande giardino esterno. Tradotto: meno spostamenti per le famiglie, meno tempi morti, più sicurezza. Il doposcuola specialistico per DSA e BES sarà invece ospitato al Centro Tomasoni. Qui il servizio cresce, con piccoli gruppi (rapporto 1:3), personale specializzato – psicologi, educatori, pedagogisti, strumenti compensativi personalizzati e lavoro di rete con scuola, Ulss e famiglie.

In un territorio dove sempre più genitori faticano a sostenere privatamente percorsi specialistici, l’integrazione tra doposcuola ordinario e specialistico diventa una forma concreta di equità. Il servizio copre l’intero pomeriggio: dall’arrivo dopo scuola al pranzo, dall’aiuto compiti ai laboratori, fino all’uscita alle 18. È previsto anche un servizio pre-scuola alla primaria di Murelle, dalle 7.30 alle 8, pensato esplicitamente per la conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

Non mancano il trasporto personalizzato – con pulmino o auto su richiesta – e il pedibus per i bambini delle elementari di Villanova, oltre al pullman gratuito per gli alunni di Murelle. Piccoli tasselli che, sommati, alleggeriscono il carico organizzativo ed economico delle famiglie. La quota di iscrizione annuale è di 25 euro, le tariffe mensili variano in base ai giorni di frequenza (da 110 a 160 euro, escluso il pasto), con sconti per fratelli.

Per i non residenti sono previsti piccoli incrementi. Il doposcuola specialistico e i servizi per l’età evolutiva prevedono invece un preventivo personalizzato dopo colloquio con la coordinatrice. Non sono cifre simboliche, ma nemmeno fuori mercato. E in un momento in cui molte famiglie si trovano a scegliere tra lavoro e presenza a casa, tra sostegno scolastico e bilancio domestico, un servizio strutturato e territoriale può fare la differenza.

Il progetto punta esplicitamente al benessere di bambini e ragazzi. Lavoro in sinergia tra coordinatore, tutor, scuola e genitori; strategie condivise; controllo dei registri elettronici; preparazione a verifiche e interrogazioni; inserimento nei gruppi per età e bisogni. Non un parcheggio pomeridiano, ma un presidio educativo. E poi i servizi per l’età evolutiva: valutazioni degli apprendimenti, potenziamento del metodo di studio, psicoterapia, logopedia, educativa domiciliare e scolastica, gruppo adolescenti. Un’offerta che intercetta bisogni sempre più diffusi e che, senza una rete territoriale, rischierebbero di restare invisibili.

In questi anni si è parlato molto di povertà economica. Meno di quella educativa. Eppure sono due facce della stessa medaglia. Dove mancano strumenti, supporto e tempo, cresce il rischio di dispersione, isolamento, disuguaglianza. Il “Doposcuola di Più” prova a intervenire prima che il disagio diventi esclusione. Non risolve tutto, ma costruisce un contesto: spazi adeguati, adulti competenti, rete istituzionale, costi calibrati. Cresce, soprattutto, l’idea che nessun bambino debba restare indietro perché la sua famiglia non ce la fa da sola.

Sara Busato

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