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Edizione delle 10:30 del 06/03/2026

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Vaccini: Richiesta di ascolto e confronto
Vaccini anti-Covid e danni collaterali: un’analisi delle recenti iniziative regionali in Veneto Una crescente attenzione al tema degli effetti avversi dei vaccini anti-Covid ha caratterizzato recentemente il dibattito pubblico e politico in Veneto. In particolare, il consigliere regionale Davide Lovat di Resistere Veneto ha sollevato questioni concernenti la gestione delle segnalazioni di effetti collaterali e la necessità di adottare un approccio più aperto e scientifico per affrontare questa delicata problematica. L’istituzione di ambulatori dedicati ai danni post-vaccinici Lo scorso 8 gennaio, Lovat e il collega Riccardo Schumsky hanno presentato una mozione che prevede l’istituzione di ambulatori regionali specializzati nel censimento, nella diagnosi e nell’assistenza alle persone che lamentano effetti avversi a seguito della vaccinazione anti-Covid. La proposta nasce dall’esigenza di garantire un adeguato ascolto e supporto ai cittadini che si sono ritrovati a dover gestire problemi di salute riconducibili, o almeno sospettati, a reazioni vaccinali. Durante la presentazione ufficiale in sala stampa Oriana Fallaci di Palazzo Ferro Fini, sono stati invitati anche cittadini che hanno subito gravi conseguenze, alcuni dei quali si sono presentati in persone e in sedia a rotelle. Queste testimonianze hanno evidenziato come, in alcuni casi, il peggioramento delle condizioni di salute sia avvenuto a breve distanza dall’assunzione del vaccino. Lovat ha sottolineato che tali effetti, pur non dimostrando una causalità inevitabile, devono essere attentamente valutati, visto che anche farmaci di uso comune, come l’aspirina, riportano nel loro bugiardino possibili effetti collaterali pericolosi. Verità e approccio scientifico Il consigliere ha evidenziato come, nel contesto pandemico, si sia spesso assistito a una negazione di ogni correlazione tra vaccino e danni collaterali, in modo da sostenere una narrazione esclusivamente positiva dell’immunizzazione di massa. Tuttavia, ha rimarcato che anche le autorità sanitarie riconoscono la possibilità di effetti avversi e che i tribunali stanno cominciando a riconoscere il nesso di causalità in alcuni casi. Lo scorso mese, ad esempio, un pronunciamento ad Agrigento ha riconosciuto il risarcimento per un soggetto danneggiato dai vaccini. Lovat ha invitato a superare atteggiamenti ideologici e pregiudizi, favorendo invece un approccio basato sulla scienza e sul rispetto delle vittime. "Le ferite aperte durante la pandemia sono ancora sanguinanti", ha detto, auspicando che si possa aprire un percorso di pacificazione sociale e di trasparenza, che possa contribuire a ricostruire fiducia tra cittadini e istituzioni. L’importanza di un ascolto reale alle richieste dei cittadini Un punto centrale è la richiesta di un ascolto più attento e tempestivo delle persone che segnalano effetti collaterali. Lovat ha criticato il fatto che, spesso, le risposte siano state insufficienti o negate: molte persone pagano oggi un prezzo molto alto in termini di salute, eppure non si percepisce un adeguato supporto. La richiesta è quella di istituire ambulatori specifici, anche in risposta alle sollecitazioni di associazioni di cittadini che rivendicano un ruolo attivo nel monitoraggio delle conseguenze della vaccinazione. Differenze nei dati ufficiali e reali Un aspetto molto dibattuto riguarda le divergenze tra i dati ufficiali forniti dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e le evidenze raccolte da studi indipendenti e fonti internazionali. Lovat ha evidenziato come i dati ufficiali tendano a minimizzare i casi di effetti avversi, mentre fonti accademiche e internazionali attestano che la reale incidenza potrebbe essere superiore. La questione della corretta rilevazione e comunicazione dei dati rimane centrale per una corretta gestione del problema. In questa ottica, il consigliere ha sottolineato la necessità di confrontare le fonti e di adottare metodologie scientifiche più trasparenti per valutare la reale portata degli effetti collaterali, affinché le autorità possano intervenire efficacemente, senza etichettare ingiustamente come malattie mentali o altro coloro che, dopo la vaccinazione, manifestano problematiche neurologiche o cardiologiche, spesso aggravate da lunghi ricoveri e diagnosi difficili. Un appello al dialogo e alla trasparenza Lovat ha concluso rivolgendosi alle istituzioni e al pubblico, affinché si adottino strategie di dialogo e confronto più aperte, più vicine al metodo scientifico e alla tutela dei diritti dei cittadini. Solo così si potrà fare chiarezza, affrontare eventuali danni e, in futuro, migliorare la gestione delle emergenze sanitarie, imparando dagli errori del passato. La vicenda Veneto rappresenta un esempio di come il dibattito sulle reazioni avverse ai vaccini continui a essere attuale e complesso, con richieste di maggiore trasparenza, ascolto e protagonismo delle persone coinvolte. Solo attraverso un approccio scientifico e rispettoso dei diritti di tutti si potrà avanzare verso una società più consapevole e sicura.
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