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14.04.2023 - 05:06
Oltre alla siccità, la presenza incontrollata della nutrie, rappresenta un'altra delle criticità territoriali della Riviera del Brenta. Sempre di più gli agricoltori sono costretti a fare i conti con importanti danni alle produzioni, in maniera particolare quelle orticole e seminative; inoltre, pericolose sono le gallerie realizzate dai prolifici roditori nei terreni marginali alle scoline e ai fossati per il rischio di ribaltamento dei trattori durante le lavorazioni in campo. Sempre le gallerie da nutria, sono la causa di emergenze ambientali causate dalle frane lungo gli argini dei corsi d’acqua; un esempio ne sono il Serraglio e il Brentoncino, ma anche lo stesso Naviglio del Brenta. Per far fronte al problema, amministrazione comunale dolse ha messo a punto un piano di contenimento e controllo della nutria ai sensi delle disposizioni regionali in materia, consistente nella cattura, soppressione e smaltimento dei roditori da parte di una ditta specializzata per un importo annuo di 5.500 euro, in parte compensati da un contributo della Regione del Veneto. Soddisfatto il sindaco Gianluigi Naletto: "Si tratta- sottolinea - di una iniziativa molto importante, rispetto ad un animale alloctono privo di avversità naturali e senza predatori, mirata alla salvaguardia dell'incolumità degli operatori agricoli e degli argini dei nostri corsi d'acqua; non da ultimo, un piano a tutela dell'economia agricola da tempo messa a dura prova".
Nelle disposizioni previste dalla Regione Veneto per il contenimento della proliferazione delle nutrie è confermata la preferenza della cattura mediante gabbie-trappola affidate dagli operatori abilitati e autorizzati e anche dai proprietari dei fondi, appositamente formati, con possibilità da parte degli stessi di procedere direttamente alla soppressione del capo, anche se privi di porto d’armi, attraverso dispositivi ad aria compressa. Devono essere impiegate gabbie-trappole di proprietà dell’autorità pubblica competente oppure di soggetti privati, le quali devono però essere autorizzate. Resta confermata la possibilità di smaltimento dei capi catturati e abbattuti diretto in campo, nel limite di 10 capi per ettaro, previo sotterramento.Edizione
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