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Sociale
20.04.2026 - 04:38
Andrea Martellato Presidente Conferenza dei Sindaci dell' Ulss 3
Scoppia il problema della devianza giovanile in Riviera del Brenta. Il fenomeno che è sempre più evidente e che sale alle cronache è quello di ragazzini che formano branchi per fare vandalismi e che sfociano sempre più in aggressioni e scontri violenti. Si tratta di una emergenza che va affrontata al più presto dai Comuni del comprensorio. Vanno ricordati che si sono succeduti nel comprensorio diversi fatti nel corso degli ultimi mesi: i più gravi uno scontro fra gruppi di giovani a Camponogara al parco Parolini che ha portato al ferimento di 6 giovani e al tentativo di investimento di un altro con un'auto. A Dolo qualche settimana fa un trentenne è stato aggredito da un gruppo di 15 ragazzi fra cui molti minorenni. Ha riportato ferite al volto. A Fossò si segnalano vandalismi contro le vetrate dei negozi del centro. A Vigonovo invece in un bar un ragazzo appena ventenne ha preso a sprangate un avventore di un bar che è stato portato in ospedale con decine di punti di sutura alla testa. Sempre a Fossò un gruppo di giovani è finito sotto processo per aver aggredito omosessuali in zona industriale a Padova. Episodi su vandalismo, schiamazzi e liti si sono susseguiti a Mira, Spinea, e Martellago.
Per questo è arrivata una indicazione dal presidente della Conferenza dei sindaci dell' Ulss 3 Andrea Martellato. Martellato ha detto poi è anche consigliere di opposizione a Mira. “Si faccia - dice- al più presto un censimento sul territorio dei ragazzi a rischio”. “In questo momento - ribadisce Martellato - più che degli operatori di strada sono utili dei mediatori culturali ed educatori in grado di individuare i gruppi sociali a rischio e lavorare su quelle famiglie spesso di immigrati, in cui l'integrazione è solo di facciata e in cui le seconde generazioni vivono più acutamente la marginalizzazione nella società”. Per il presidente dei sindaci dell' Ulss 3 servono persone che siano in grado di capire quali difficoltà si trovano di fronte questi ragazzi che magari al patronato non ci vanno perché di altra religione”. “L'appello ai servizi sociali dei Comuni della Riviera e del Miranese - dice così Martellato - è quello di capire dove si trova il possibile disagio sociale di questi nuovi italiani che si somma spesso negli stessi luoghi e quartieri, a quello dei giovani provenienti dalle storiche famiglie disagiate del territorio”. Strumenti come gli operatori di strada sono perciò quasi obsoleti. Va tenuto conto poi che queste nuove stratificazioni sociali si somma spesso anche una assenza di educazione e trasmissioni di valori da parte delle famiglie cosiddette “normali” che lasciano ore e ore i ragazzini in balia di internet senza fare i dovuti controlli”. Insomma cambiano i tempi e deve cambiare anche l'approccio nell'affrontare problemi di questo tipo da parte degli enti locali.
Alessandro Abbadir
Edizione
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