La Guerrato Spa lascia a casa 19 dipendenti, intervengono i sindacati e salvano 6 posti, ma per 13 di loro il licenziamento è ufficiale. I sindacati: "La Regione ci aiuti a proporre soluzioni alternative"
Sindacati
Circa 50 anni, sorgeva a Rovigo una delle multinazionali che fino al 2016 ha regalato alla città capoluogo del Polesine, il vanto di essere riconosciuta a livello internazionale. Poi negli ultimi cinque anni grosse perdite economiche, avevano portato la Guerrato Spa al concordato fallimentare, richiesto dal Tribunale di Rovigo, prima di attuare un rilancio nell'anno pre Covid-19. Ma giusto ieri si è appreso che la storica ditta ha intenzione di lasciare a casa 13 persone. “Il 6 luglio ci è arrivata una mail, da parte della nuova proprietà, che ha sede a Pescara - raccontano Mirco Bolognesi della Uil e Riccardo Bego della Cgil - Nella quale venivamo avvisati che era loro intenzione di fare a meno di 19 persone sulle 248 totali. Questi 19 lavoratori sono tutti della sede staccata di Rovigo, nata nel 1973, nella quale operano in totale 35 unità. Ci siamo immediatamente attivati e nel giro di un paio di giorni, siamo riusciti a parlare in video conferenza con i legali della società, che è da sempre attiva in ambito ospedaliero e dell'assistenza idraulica. Non potevamo però fare un sopralluogo in azienda, visto che non essendoci nessun iscritto nelle tre sigle sindacali, è impossibile interagire. Uno dei 35 dipendenti ci ha poi dato la delega e così siamo stati in grado di convocare anche delle assemblee con i lavoratori, alle quali hanno partecipato una ventina di persone. Con nostra sorpresa una quindicina di dipendenti non era presente, e tra l'altro erano proprio quelli colpiti dal provvedimento di licenziamento della Guerrato. In ogni caso, dopo un tira e molla con i legali rappresentanti della Spa, siamo riusciti a strappare una buona uscita di 6.000 euro per 13 dei 19 lavoratori che saranno licenziati, e in aggiunta altre quattro mensilità. Il tutto quindi per un totale di 10mila euro. Inoltre, abbiamo salvato il posto di lavoro a ben sei persone, pari cioè al 30% di quelle individuate dalla ditta. Tutto questo lo abbiamo fatto a costi zero, dato che non ci sono iscritti a parte uno”. Uil, Cgil e Cisl hanno quindi fatto il possibile per evitare che la situazione potesse essere ancora più grigia di quella prospettata. “Ora siamo attesi dal tavolo in Regione, nel corso del quale sottoporremo il caso all'assessore preposto Elena Donazzan. Certo è che stiamo lavorando nel buio più completo, dato che non sappiamo proprio nulla di questi lavoratori. Soprattutto non possiamo trattare senza sapere che cosa vogliono. Non è una situazione a noi nuova, in quanto anche con Bellelli e le Acciaierie ci eravamo trovati ad agire senza avere rappresentanti sindacali all'interno. Abbiamo comunque proposto soluzioni alternative alla Guerrato, come ad esempio la formazione dei dipendenti o la Cassa integrazione, ma ci sono state negate”
. Bolognesi e Bego, anche a nome di Enrico Rezzi della Cisl, si sono detti più che soddisfatti per essere riusciti fin qui a portare a casa un bel risultato, nonostante tutte le avversità riscontrate. Non resta che attendere quello che succederà al tavolo di palazzo Balbi, appena finite le ferie agostane. Marco Scarazzatti
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