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06.04.2019 - 09:32
“Dopo la Bibbia e il Corano - spiega Boni -, il terzo libro più tradotto e venduto al mondo, è proprio Don Chisciotte. È stato difficile fare la drammaturgia e farne una riduzione che potesse contenere ironia, incantesimo, illusione e poeticità. Crediamo e speriamo di esserci riusciti. Soprattutto il messaggio è che dopo i 50 anni (nel 1600 erano gli attuali 70), uno si investe di un’armatura per sete di giustizia, per liberare gli oppressi e difendere i bisognosi, facendo di tutto per mettere in sesto una società che, secondo il protagonista, era scardinata. Una storia sempre attuale”. A giudicare dagli applausi finali, missione compiuta. La stagione di prosa del teatro sociale, inaugurata a novembre da Giuseppe Fiorello, è poi proseguita a marzo con Gigio Alberti, Filippo Dini e Giovanni Esposito in “Regalo di Natale” e con Violante Placido, Stefano Fresi e Paolo Ruffini in “Sogno di una notte di mezza estate”. Chiude il 16 aprile la rassegna Stivalaccio teatro con lo spettacolo “Romeo e Giulietta, l’amore è saltimbanco”. La stagione è realizzata dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con Arteven
e il patrocinio e sostegno di Ministero dei Beni e delle attività culturali, Regione Veneto, Fondazione Rovigo Cultura, Fondazione Banca del Monte. G.GEdizione
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