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Sicurezza
09.01.2026 - 18:49
La struttura di via Verdi entrerà a regime a marzo e accoglierà 31 minori e giovani adulti.
Settemila metri quadrati complessivi, di cui quattromila coperti e tremila dedicati alle aree esterne: sono questi i numeri del nuovo istituto penitenziario per minorenni di Rovigo, dotato,(una volta terminati i lavori)di palestra coperta, campo di calcetto e campo di pallacanestro, oltre a spazi verdi destinati anche alla realizzazione di un orto.
La struttura, realizzata nell’area dell’ex casa circondariale di via Verdi, (in funzione dal 1933 e dismessa nel 2016), è articolata in tre edifici e dispone di due accessi distinti: quello principale su via Giuseppe Mazzini e quello secondario su via Giuseppe Verdi, riservato ai mezzi di servizio e di emergenza. Il complesso è stato progettato per garantire controllo, sicurezza e funzionalità, con una blockhouse (portineria) all’ingresso principale per la gestione degli accessi.
Durante l’inaugurazione, il sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Ostellari (Lega) ha annunciato che l’istituto sarà intitolato ad Antonio Vivaldi, “un compositore ma anche un educatore che ha creduto nella disciplina, nello studio e nella scoperta del talento come strumenti di riscatto”. Ostellari ha inoltre precisato che nella struttura opereranno “una decina di funzionari dell’area educativa e 47 agenti”.
Per la sindaca di Rovigo, Valeria Cittadin, il nuovo istituto rappresenta un cambio di prospettiva: “questo luogo va visto come un luogo di crescita non di repressione”. Sulla stessa linea l’intervento dell’ex presidente della Regione Veneto e attuale presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia: “È un progetto innovativo e all’avanguardia. Victor Hugo diceva che quando si apre una scuola si chiude un carcere, qui si cerca di aprire una scuola in carcere”.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha infine anticipato una novità significativa per il sistema regionale: “Vi anticipo che nel giro di sei mesi attiveremo una comunità socio terapeutica di recupero, ad alto impatto sanitario, alternativo al carcere, per minori con disagio comportamentale e polidipendenze, cofinanziato per il 60% dalla Regione Veneto e 40% dal ministero della giustizia. Stiamo ancora valutando la collocazione”.
Il nuovo carcere minorile di Rovigo entrerà a regime nel mese di marzo e potrà accogliere fino a 31 detenuti, tra minori e giovani adulti, anche provenienti da altri territori come Treviso, dove si registra una situazione di sovraffollamento. L’opera è costata complessivamente circa 12 milioni di euro.
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