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SALUTE
08.01.2026 - 09:38
Non sempre i medici nascono sui libri di anatomia. A volte è la vita stessa a indicare la strada. È quello che è successo alla Dott.ssa Marta Comisso, specialista in Ortopedia e Traumatologia, oggi punto di riferimento per chi soffre di patologie vertebrali nel territorio veneto.
"Quando dovetti scegliere la facoltà, mia madre era malata", racconta con semplicità la dottoressa. "Quella situazione mi portò a scegliere medicina: volevo capire se possibile aiutare". Ma è stato l'incontro con il Professor Manmano, grande ortopedico padovano specializzato in scoliosi, a far scattare la vera passione. "Lavorava con un entusiasmo contagioso. Insieme realizzammo la mia tesi sul trattamento chirurgico della scoliosi pediatrica. Da quel momento, capii che quella sarebbe stata la mia strada".
Oggi, nel suo ambulatorio, la Dott.ssa Comisso incontra ogni giorno persone accomunate da una stessa sofferenza: il dolore che ruba l'autonomia. "I pazienti vengono da me perché hanno dolore e non riescono più a svolgere le attività che facevano prima. Non possono più fare sport, hanno un'autonomia limitata. Cercano una soluzione per tornare a vivere".

La specializzazione della dottoressa si concentra sulla chirurgia vertebrale: mal di schiena, artrosi, osteoporosi, lombosciatalgie, ernie discali, stenosi del canale vertebrale e scoliosi pediatrica. "Mi occupo sia di approcci chirurgici che conservativi, sempre nell'ambito della colonna vertebrale", precisa.
Ma cosa distingue un bravo ortopedico? Secondo la Dott.ssa Comisso, tutto inizia dall'ascolto. "Prima di tutto il paziente va ascoltato. Raccolgo tutte le informazioni sulla sua salute, ma devo anche considerare il contesto in cui vive e il tipo di lavoro che svolge". Solo dopo questa fase arrivano la visita clinica e la diagnostica strumentale – risonanza magnetica, radiografie – che completano il quadro.
"Credo molto nel movimento", sottolinea con convinzione. "Per questo integro sempre la terapia farmacologica con la fisioterapia e la nutraceutica. Il paziente oggi non chiede solo di stare meglio: vuole tornare a vivere pienamente".
Nel panorama ortopedico moderno, non tutto passa attraverso bisturi e farmaci. "Le terapie fisiche sono armi complementari fondamentali", spiega la dottoressa. "Sono terapie di supporto che permettono di ridurre l'impiego di farmaci, perché stimolano la guarigione dei tessuti. Mi aiutano ad accelerare i tempi della rieducazione e quindi il ritorno alle attività quotidiane".
Le terapie fisiche trovano applicazione sia prima che dopo un eventuale intervento chirurgico. "Prima dell'operazione mi aiutano a controllare i sintomi e a ridurre i farmaci. Dopo, riducono l'infiammazione, migliorano l'ossigenazione dei tessuti e favoriscono l'integrazione dell'impianto con l'osso. Accelerano il lavoro della fisioterapia".
Tra le terapie fisiche, un posto particolare lo occupa la magnetoterapia. "È una terapia che utilizzo molto, non solo prima e dopo gli interventi chirurgici, ma anche nella riparazione di fratture e nel trattamento del dolore acuto e cronico", rivela la Dott.ssa Comisso.
Come funziona? "La magnetoterapia migliora l'attività delle membrane cellulari, favorendo la ripolarizzazione. Questo porta alla produzione di molecole che favoriscono i processi di rigenerazione. Inoltre riduce la produzione di molecole pro-infiammatorie e migliora l'ossigenazione attraverso la vasodilatazione, portando più nutrienti e ossigeno nei tessuti lesionati".
Un vantaggio non secondario è la praticità. "La utilizzo sia nei giovani che negli anziani. È una terapia molto pratica perché può essere effettuata a casa, in noleggio. Richiede tempi leggermente più lunghi rispetto ad altre terapie fisiche, ma è di facile impiego: può essere fatta da seduti, a letto o anche in piedi camminando. Perfetta anche per pazienti allettati".
La filosofia della Dott.ssa Comisso si riassume in una visione chiara: restituire alle persone non solo l'assenza di dolore, ma la possibilità di tornare a essere protagoniste della propria vita. Un obiettivo che si raggiunge combinando competenza chirurgica, approccio conservativo e tecnologie innovative come la magnetoterapia.
In questo approccio integrato alla cura trova spazio anche il contributo della tecnologia medicale di qualità. È in questa direzione che si inserisce il lavoro di Amel Medical, azienda italiana che da oltre quarant’anni progetta e produce dispositivi elettromedicali per la fisioterapia, la riabilitazione e la terapia del dolore. Amel Medical opera oggi a livello internazionale, con una presenza in oltre 70 Paesi, affermandosi come punto di riferimento nel settore delle terapie fisiche.
La magnetoterapia rappresenta uno degli ambiti di maggiore specializzazione dell’azienda, che investe costantemente in ricerca scientifica e sviluppo tecnologico per offrire apparecchiature affidabili, sicure e clinicamente efficaci. Dispositivi progettati per supportare il lavoro dei professionisti sanitari e per accompagnare il paziente anche nel trattamento domiciliare, nel rispetto dei tempi biologici di guarigione.
È in questa direzione che si inserisce il lavoro di Amel Medical, azienda italiana che da decenni progetta, produce e distribuisce dispositivi per magnetoterapia professionale, affermandosi come punto di riferimento nel settore delle terapie fisiche.
Amel investe costantemente in ricerca scientifica e sviluppo tecnologico per offrire apparecchiature affidabili e performanti. Dispositivi progettati per supportare il lavoro dei professionisti sanitari e per accompagnare le persone nel trattamento domiciliare dei dolori, nel rispetto dei tempi di ciascuno.
È proprio questa visione – che unisce rigore scientifico, innovazione tecnologica e attenzione al paziente – a rendere possibile la collaborazione con specialisti come la Dott.ssa Marta Comisso. Professionisti che utilizzano le tecnologie Amel Medical per integrare la terapia farmacologica e la riabilitazione, migliorare il controllo del dolore e favorire un recupero funzionale più rapido e duraturo.
Un’alleanza tra competenza medica e tecnologia avanzata che mette al centro un unico obiettivo: restituire ai pazienti movimento, autonomia e qualità della vita..
Perché tornare a muoversi, significa rimanere autonomi e vivere con maggior serenità.
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