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Salute
30.01.2026 - 11:45
Monica Sambo, PD
Monica Sambo, consigliera regionale del Partito Democratico, ha espresso grave preoccupazione in merito alle presunte irregolarità emerse sugli appalti per la fornitura di medici gettonisti alla ULSS 3 Serenissima. Secondo quanto riportato dalla stampa, i servizi programmati non sarebbero stati adeguatamente garantiti, con turni scoperti e contestazioni formali in corso. Inoltre, risulterebbe attualmente in essere un procedimento giudiziario sulle presunte irregolarità.
“Se dovessero essere confermati i fatti emersi, con un affidatario incapace di fornire il personale promesso e servizi pagati ma non pienamente erogati, ci troveremmo di fronte a un grave fallimento che non può essere tollerato”, ha dichiarato Sambo. “Non solo sul piano economico e amministrativo, ma soprattutto per la sicurezza delle cure dei cittadini, in particolare nei reparti critici come Pronto Soccorso, Anestesia e Radiologia. La qualità delle prestazioni e la continuità dell’assistenza sono a rischio”, ha aggiunto la consigliera.
Un sistema sanitario sotto pressione Sambo ha anche richiamato l’attenzione sulla crescente dipendenza dagli appalti esterni per coprire le carenze di personale. “Il sistema degli affidamenti a cooperative e soggetti privati per risolvere le carenze strutturali sta diventando una scorciatoia pericolosa, che rischia di compromettere la sanità pubblica. Le esternalizzazioni emergenziali non sono solo costose, ma anche opache e facilmente esposte a irregolarità”, ha sottolineato la consigliera.
Per fare chiarezza sulla questione, Sambo, insieme alle colleghe del Partito Democratico, le consigliere Luisetto e Bigon, ha depositato un’interrogazione in Consiglio regionale. L’interrogazione richiede formalmente che l’Assessore regionale alla Sanità venga ascoltato in V Commissione per rispondere su vari punti, tra cui:
1. L'estensione degli affidamenti esterni per prestazioni mediche e turni ospedalieri in Veneto.
2. I controlli effettuati sui requisiti, la disponibilità del personale e la copertura effettiva dei servizi.
3. L’impatto economico di questi appalti e le eventuali contestazioni avviate dalle aziende sanitarie.
4. Le misure che la Regione intende adottare per prevenire il ripetersi di simili situazioni e per garantire un monitoraggio trasparente degli appalti.
Chiamata alla responsabilità “La Regione deve assumersi pienamente la responsabilità di governare il sistema sanitario”, ha concluso Sambo. “Non è più sufficiente rincorrere le emergenze con soluzioni tampone. È necessario gestire gli appalti con maggiore rigore, rafforzare il personale pubblico con assunzioni stabili e restituire trasparenza e programmazione alla sanità veneta. La V Commissione ha il dovere di essere informata su queste problematiche e di esercitare appieno la sua funzione di indirizzo e controllo”.
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