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Influenza aviaria, parte la campagna vaccinale in Veneto: obiettivo protezione e prevenzione

Il Veneto capofila della vaccinazione contro l’HPAI: 4 milioni di dosi per tacchini e 10 milioni

Influenza aviaria, parte la campagna vaccinale in Veneto: obiettivo protezione e prevenzione

Foto di repertorio

Il Veneto è pronto a diventare la prima regione italiana a lanciare la campagna vaccinale contro l'influenza aviaria (HPAI), un'iniziativa che mira a proteggere gli allevamenti avicoli e a ridurre l'impatto di una delle emergenze sanitarie più gravi per l’agroalimentare regionale. La presentazione ufficiale del piano vaccinale è avvenuta oggi a Fieragricola Verona, alla presenza di esperti del settore e autorità locali, tra cui l’assessore regionale all’agricoltura, Dario Bond, il commissario straordinario per l'emergenza HPAI, Giovanni Filippini, e altri rappresentanti istituzionali.

Un piano strategico per la tutela sanitaria ed economica

Il Veneto avvia questa campagna in anticipo rispetto alle altre regioni italiane, come sottolineato dall’assessore Bond: “Si tratta di una scelta strategica, fondata su dati scientifici solidi e sull’esperienza maturata negli anni difficili. La vaccinazione deve essere accompagnata da un rafforzamento delle misure di biosicurezza, dalla gestione della densità degli allevamenti e dalla programmazione degli accasamenti. Solo con un approccio integrato possiamo garantire il successo della campagna".

Il piano vaccinale prenderà il via ufficialmente nel mese di aprile 2026, con l’obiettivo di garantire la protezione completa degli animali entro l’autunno dello stesso anno. Il Veneto, che sarà capofila di questo progetto pilota, collaborerà con Lombardia ed Emilia-Romagna, ma la prima vaccinazione avverrà proprio in Veneto.

Dettagli del piano vaccinale

La campagna interesserà principalmente gli allevamenti di tacchini da carne e galline ovaiole, concentrati soprattutto nella provincia di Verona, una delle aree con la più alta densità avicola in Italia. In totale, verranno somministrate oltre 4 milioni di dosi per i tacchini e circa 10 milioni di dosi per le galline ovaiole, con un programma di richiamo previsto ogni 30 giorni. Gli stessi allevamenti vaccinati saranno sottoposti a un rigoroso piano di sorveglianza per monitorare l'efficacia della vaccinazione.

Secondo l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), il vaccino scelto ha dimostrato di essere estremamente efficace, soprattutto in una regione come il Veneto, che si trova lungo le principali rotte migratorie degli uccelli selvatici, i principali veicoli di introduzione del virus.

L’impatto dell’emergenza aviaria sul Veneto

Negli ultimi anni, il Veneto è stato tra le regioni più colpite dalla diffusione dell'influenza aviaria, con 316 focolai registrati dal 2020 a oggi, su un totale nazionale di 477 focolai. Le province di Verona, Padova, Vicenza e Treviso sono state particolarmente esposte, con un impatto significativo sia sul piano sanitario che economico.

Nel periodo 2020-2025, la Regione ha indennizzato gli allevatori per quasi 240 milioni di euro, a fronte dei danni diretti (abbattimento degli animali) e indiretti (interruzioni della produzione e blocchi della filiera). “I numeri parlano da soli", ha sottolineato Bond, "e dimostrano che la vaccinazione non è solo una misura sanitaria, ma anche un strumento di tutela economica e sociale per migliaia di imprese".

Prevenzione e sostenibilità: le sfide future

La regione Veneto conta attualmente 2.506 allevamenti avicoli, con oltre 48,6 milioni di capi presenti, come indicato dall’ultimo censimento (31 dicembre 2025). In questo contesto, la campagna vaccinale rappresenta un passo fondamentale per la sostenibilità del settore, ma dovrà essere accompagnata da politiche di gestione degli allevamenti e da misure di biosicurezza sempre più rigorose.

“La Regione Veneto è pronta ad affrontare questa sfida, mettendo a sistema ricerca scientifica, sanità pubblica, mondo produttivo e istituzioni", ha concluso Bond. "Il nostro obiettivo è prevenire, proteggere e garantire la stabilità a una filiera strategica per l’economia regionale e nazionale".

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