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Salute
25.02.2026 - 10:46
Fonte: Facebook Sonia Brescacin
Un ringraziamento “profondo e non formale” rivolto ai Direttori Generali delle ULSS venete, ai vertici delle Aziende Ospedaliere Universitarie e alla Direzione dello IOV, a pochi giorni dalla conclusione dei loro incarichi. A esprimerlo è stata Sonia Brescacin, consigliera regionale del Gruppo Misto a Palazzo Ferro-Fini, che ha voluto riconoscere pubblicamente il lavoro svolto alla guida della sanità del Regione del Veneto.
Secondo Brescacin, negli ultimi anni i direttori hanno affrontato una fase di profonda trasformazione, a partire dall’unificazione delle ULSS che ha ridisegnato l’assetto organizzativo del sistema sanitario regionale. Un processo complesso, ha sottolineato, gestito garantendo continuità dei servizi e qualità delle cure, pur in presenza di realtà territoriali e professionali diverse.
La consigliera ha ricordato anche la responsabilità di governare un comparto da circa 12 miliardi di euro, uno dei più rilevanti a livello nazionale, in un contesto in cui ogni decisione incide direttamente sulla vita dei cittadini. Un impegno che, ha evidenziato, ha contribuito a mantenere la sanità veneta ai vertici delle classifiche italiane.
Particolare attenzione è stata dedicata al biennio e mezzo segnato dall’emergenza Covid, definito “il momento più difficile”. I direttori generali – ha osservato Brescacin – hanno dovuto assumere decisioni complesse in una fase di grande incertezza, con ospedali sotto pressione e comunità provate dall’emergenza sanitaria.
Terminata la fase più acuta della pandemia, il sistema ha affrontato un altro banco di prova: il recupero delle liste d’attesa. Oltre 500 mila prestazioni sarebbero state smaltite grazie a piani straordinari e a una riorganizzazione dei servizi, nonostante la carenza di personale sanitario a livello nazionale.
Nel suo intervento la consigliera ha richiamato anche gli investimenti strutturali e tecnologici realizzati in questi anni: dal nuovo Ospedale di Padova alla Pediatria e all’Hospice Pediatrico, dalla Cittadella della Salute di Treviso al nuovo Ospedale di Conegliano, fino all’attivazione del corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Treviso. Interventi accompagnati da un potenziamento delle tecnologie, in particolare nella chirurgia robotica, e da un’attenzione costante alla formazione del personale.
Brescacin ha inoltre evidenziato che nessun presidio ospedaliero è stato chiuso e che tutte le strutture esistenti sono state oggetto di interventi di ammodernamento, con l’obiettivo di coniugare innovazione e prossimità territoriale.
Tra i capitoli più impegnativi anche la gestione dei fondi del PNRR, con la realizzazione di Case e Ospedali di Comunità e lo sviluppo della telemedicina. Un carico amministrativo definito “imponente”, affrontato – secondo la consigliera – con competenza e senso delle istituzioni.
Infine, un passaggio dedicato al tema dell’umanizzazione delle cure: “In mezzo a numeri e cantieri – ha rimarcato – non è mai stata persa di vista la centralità della persona, del paziente e degli operatori”.
“A nome delle istituzioni e dei cittadini veneti – ha concluso Brescacin – esprimo gratitudine per il coraggio, la professionalità e l’umanità dimostrati. È la prova che una sanità pubblica forte e di qualità è possibile, anche nei momenti più complessi”.
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