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L’impronta del gusto: La Peca di Lonigo e l’arte dei Fratelli Portinari

Nel cuore del vicentino un ristorante che ha trasformato il concetto di "lusso" in un’esperienza sensoriale

L’impronta del gusto: La Peca di Lonigo e l’arte dei Fratelli Portinari

La Peca, @foto LaPeca.it

Mentre molti guardano alla Laguna o alle colline padovane, a Lonigo, ai piedi dei Colli Berici, sorge quello che la critica internazionale considera da anni uno dei templi assoluti della cucina italiana: La Peca. Il nome stesso, che in dialetto veneto significa "l'orma", chiarisce l'intento dei fratelli Nicola e Pierluigi Portinari: lasciare un segno indelebile nel percorso gastronomico dei loro ospiti.

Un binomio perfetto: Cucina e Sala

Il successo de La Peca è una questione di equilibrio tra due fratelli. Nicola è il genio creativo ai fornelli, un autodidatta che ha saputo elevare la cucina del territorio a vette di eleganza quasi astratta. Pierluigi, invece, è l'architetto della sala e della cantina, un conoscitore profondo di distillati e vini, capace di trasformare il servizio in un racconto fluido e mai pretenzioso.

La Cucina: Tecnica e Contrasti

Entrare nel mondo di Nicola Portinari nel 2026 significa confrontarsi con una cucina che non ha paura di osare. La sua è una "cucina di testa", dove la temperatura e la consistenza giocano ruoli fondamentali. Tra i piatti simbolo che definiscono l'attuale menù troviamo:

  • Carpaccio di cervo, porcino fermentato, capesante e abete: un incontro audace tra terra e mare, bosco e laguna.

  • Pappardelle d’alga, capesante integrali e pecorino: un esercizio di stile sulla sapidità e le consistenze setose.

  • Anguilla alla brace con carota e meringa al bergamotto: dove la grassezza del pesce viene domata dall'acidità agrumata e dalla dolcezza vegetale.

Il menù degustazione principale, denominato "Impronte", viene proposto oggi a circa 235 €, un investimento in un viaggio che attraversa i classici della casa e le nuove sperimentazioni.

Il Lusso della Sostenibilità e della Memoria

A La Peca il lusso si manifesta anche nella ricerca maniacale degli ingredienti: dai fagioli di Lamon ai broccoli fiolari di Creazzo, fino ai pesci dell'Adriatico lavorati con la tecnica Ikejime per preservarne la qualità assoluta. L'ambiente è elegante, minimale, quasi a voler eliminare ogni distrazione visiva per concentrare tutta l'attenzione su ciò che accade nel piatto.

"La Peca non è solo un luogo ma un’esperienza dove materie prime di qualità, gusto e un personale capace fanno scoprire emozioni attraverso i piatti e dove chiunque può sentirsi a casa ma accolto da un servizio eccellente", recita l'home page del sito internet del ristorante.

Perché visitarlo oggi?

In un panorama gastronomico spesso omologato, La Peca resta un'isola di autenticità. È il ristorante ideale per chi cerca l'alta cucina priva di eccessivi formalismi, dove la sostanza supera sempre l'apparenza e dove ogni "peca" lasciata sul tavolo racconta una storia di famiglia e di amore per la terra veneta.

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