A Rovigo l’Epifania è già nell’aria. In piazza Vittorio Emanuele II i banchetti dei dolciumi hanno acceso il “liston” con colori, richiami e l’immancabile sfilata di calze appese. Un rito semplice, popolare, che ogni anno ricuce il tessuto della comunità: martedì 6 gennaio, giorno della festa, il calendario delle iniziative si allarga alle frazioni, dove il brusavecia — il falò rituale — continuerà a raccontare un’identità che resiste.
I banchi dei dolciumi sono aperti da ieri sulla piazza centrale di Rovigo e resteranno operativi ogni giorno fino a martedì 6 gennaio. In vendita: - le classiche calze della Befana, già piene o da riempire - oggettistica a tema e le golosità della tradizione Un passaggio obbligato per famiglie e curiosi, sul liston che incornicia il salotto buono della città, tra foto ricordo, piccoli acquisti e quell’atmosfera sospesa che anticipa la notte più “dolce” dell’inverno.
Il 6 gennaio non è solo dolci e calze: il brusavecia — il rogo propiziatorio che saluta il nuovo anno — resta un gesto corale, simbolico e attualissimo. Un fuoco che raduna, scalda e mette insieme generazioni diverse, con un valore civile prima ancora che folkloristico: stare insieme, riconoscersi, condividere.
BORSEA: FESTA IN PALESTRA E ARRIVO DELLA BEFANA La Pro Loco di Borsea ha organizzato una grande festa nella palestra comunale per martedì 6 gennaio: - ore 17: ritrovo con animazione e intrattenimento per i bambini - ore 18: arrivo della Befana e distribuzione delle calze - ore 18.30: accensione del falò rituale (brusavecia)
BOARA POLESINE: PIAZZA, ASSOCIAZIONI E COMUNITÀ IN FESTA Appuntamento in piazza Papa Giovanni Paolo II, martedì 6 gennaio alle 15.30. Organizzazione a più voci: ACD Calcio Boara con AVIS e AIDO Boara, il Gruppo Volontari Boara Polesine e il Gruppo Catechisti Boara Polesine. In programma: - recita dei bambini dell’asilo - premiazione del concorso dei presepi - consegna delle calze da parte della Befana - a seguire, il momento del brusavecia.
Tra piazze illuminate e fiamme che salgono al cielo, Rovigo ricorda che le tradizioni funzionano quando sanno essere inclusive. La Befana che distribuisce calze, la recita dei più piccoli, le associazioni che fanno squadra: sono tasselli di un quadro civico fatto di relazioni, volontariato e cura dei luoghi. È così che un rito antico diventa contemporaneo: mettendo al centro le persone, senza effetti speciali, ma con la forza discreta delle cose che durano.
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